Anche Reggio Emilia ha “partecipato” alle celebrazioni in Turchia del 1700° anniversario del Concilio di Nicea, oggi Iznik, del 325, che definì il Credo o simbolo apostolico: Papa Leone XIV nella celebrazione eucaristica presieduta nel pomeriggio di sabato 29 novembre 2025 nella “Volkswagen Arena” di Istanbul ha utilizzato il calice e la patena opera dell’artista reggiano Giuliano Tincani.

L’opera era stata commissionata al maestro d’arte e orafo Tincani, classe 1965, dalla Parrocchia vaticana di San Pietro e dal Capitolo Vaticano in risposta alle istanze del vicario apostolico in Turchia, mons. Massimiliano Palinuro, per far fronte all’esigenza di arredi per le celebrazioni liturgiche.

Nella parte esterna della coppa del calice è riprodotto informa elicoidale e in caratteri greci il testo del Credo. I vasi sacri sono stati donati dal Santo Padre alla Chiesa turca.

La parrocchia cittadina dei Santi Agostino, Stefano e Teresa promuove l’incontro “Il Calice made in Reggio per ricordare Nicea” per presentare le peculiarità artistiche e simboliche del calice e della patena, nonché per fare memoria del Concilio svoltosi diciassette secolo or sono in Asia Minore e della sua rilevanza nella storia della Chiesa.

L’incontro si svolgerà  martedì 27 gennaio 2026, con inizio alle ore 20.45 nel salone parrocchiale di Sant’Agostino, con ingresso da via Reverberi 1.

Significativo il sottotitolo dell’incontro: “1° viaggio apostolico in Turchia di Papa Leone in occasione del 17° centenario del Concilio di Nicea. Riflessioni a margine di un evento poliedrico“, che sarà introdotto dal parroco don Luca Grassi.

Sono previsti gli interventi di: mons. Tiziano Ghirelli, canonico del Capitolo Vaticano; fra Agnello Stoia, parroco della Basilica Papale di S. Pietro; Giuliano Tincani, artista; Fernando Giuseppe Miele, curatore della pubblicazione che illustra questi preziosi vasi liturgici realizzati dall’orafo reggiano e che fornisce interessanti notizie sui “Simboli” di fede. Le relazioni saranno corredate dalla proiezione di slide.

Don Luca Grassi presenta il calice