Giovedì il progetto di riassetto dell’area tra viale Isonzo, il parcheggio ex Caserma Zucchi e il Parco del Popolo è stato presentato in commissione consiliare. Lunedì arriverà in Consiglio comunale per il voto finale. Un passaggio accelerato che, secondo Coalizione Civica, avviene senza le necessarie garanzie su tempi, costi reali e possibili ricadute economiche per il Comune.
Durante la commissione sono emerse criticità rilevanti, a partire dal tema dei mancati introiti del parcheggio durante i lavori. Alla domanda posta dai consiglieri di Coalizione Civica — «Quindi con il gestore del parcheggio non dovremmo dare nulla per i mancati incassi della sosta?» — la risposta dell’assessora Bondavalli e del dirigente Magnani è stata netta: «Per noi non c’è nulla da elargire».
Ma alla successiva richiesta di un atto formale — «Avete un documento firmato che ci metta al sicuro da questa ipotesi, considerando che lunedì ci chiedete di votare il progetto?» — la risposta è stata semplicemente: «No».
Un vuoto che preoccupa.
«Ci viene chiesto di votare un progetto senza avere garanzie scritte su un possibile contenzioso con il gestore del parcheggio. È un modo di procedere che espone il Comune a rischi economici non chiariti», dichiara Dario De Lucia, d’altronde la storia ci insegna che la gestione dei parcheggi, proprio in vicinanza di quella zona, non è stata scevra in passato di criticità anche rilevanti.
«Non siamo contrari agli interventi di rigenerazione urbana, ma pretendiamo chiarezza amministrativa: prima si chiariscono regole contrattuali, tempi e costi, poi si vota».
Il quadro economico dell’intervento prevede un costo complessivo di circa 2,48 milioni di euro, di cui 1,25 milioni di contributo regionale e 1,23 milioni a carico del Comune di Reggio Emilia. La quota comunale sarà coperta in parte con risorse proprie, ma per 950 mila euro attraverso un mutuo, con effetti diretti sull’indebitamento dell’ente tra il 2026 e il 2027.
” Inoltre va chiarito meglio come e in che modo si debbano spendere sodi pubblici a favore di un gestore privato. Se apprezziamo il progetto per ciò che riguarda il necessario ripristino del Parco del popolo, abbiamo perplessità sull’intervento di riammodernamento dei parcheggi. Ad esempio a chi competeranno i costi per la revisione e ammodernamento degli stalli e dei sistemi, cosiddetti in commissione, avanzati per il pagamento della sosta. In più nulla ci è stato detto in commissione circa i tempi di scadenza della concessione con il gestore privato Reggio Park », aggiunge Fabrizio Aguzzoli.
«Non è accettabile avviare opere complesse senza un quadro certo sui costi a consuntivo. L’esperienza ci insegna che tra rendering e realtà spesso la distanza è notevole».
Secondo Coalizione Civica, la sensazione è che si stia forzando l’avvio del progetto per iniziare cantieri e tagliare nastri, più che per rispondere a una strategia coerente di governo della città.
«Mentre si investono milioni su operazioni ad alto impatto mediatico, restano ferme azioni più semplici e meno costose — come il recupero dei locali sfitti o una revisione seria del piano della sosta — che potrebbero dare risposte immediate al centro storico», conclude De Lucia. «Interventi che fanno meno rumore, ma che migliorano davvero la vita urbana».
Coalizione Civica chiede quindi all’amministrazione del Comune di Reggio Emilia di fermare l’accelerazione, chiarire nero su bianco tempi, costi e responsabilità economiche e solo dopo riportare il progetto in aula per una decisione consapevole. Perché la rigenerazione urbana non può essere una corsa contro il calendario elettorale, ma un esercizio di buona amministrazione nell’interesse pubblico.


