Nella giornata di lunedì 26 gennaio ci ha lasciati Paolo Cendon, professore emerito di Diritto Privato dell’Università di Trieste e promotore di leggi fondamentali per i diritti delle persone con fragilità, come quelle sul danno esistenziale, per l’introduzione della figura dell’amministratore di sostegno e per l’abrogazione dell’interdizione e dell’inabilitazione. L’Amministrazione comunale di Reggio Emilia e Fcr esprimono il loro cordoglio e il ricordo per una persona che, nel corso di questi anni, ha inciso sulle politiche dell’ente dedicate alle persone più fragili.

“Per la nostra città il professor Cendon è stato, in questi ultimi dieci anni, amico e stimolo del movimento culturale, politico, operativo che è Reggio Emilia Città senza barriere – dice l’assessora alla Cura delle persone Annalisa Rabitti a nome dell’Amministrazione, di Fcr e di tutta la città – Vogliamo ricordarlo con una sua frase, “Fragilità, il tuo nome è essere umano”, che spiega in poche parole la visione di Città Senza Barriere, alla quale ha contribuito in maniera fondamentale.

Dal 2016 a oggi, grazie al professor Cendon è stato avviato un percorso importante, basato sul riconoscimento della fragilità come condizione esistenziale e sulla necessità di operare perché le persone più fragili possano ottenere quella tutela, anche delle piccole cose quotidiane e dei propri desideri, che le norme attuali ancora non assicurano completamente. Un percorso lungo il quale il professor Cendon ci ha accompagnati con i suoi suggerimenti e la sua presenza costante, fino ad arrivare alla creazione del registro dei Progetti Esistenziali di Vita, nato nel 2021 a Reggio Emilia come prima sperimentazione in Italia e poi adottato da altre città italiane. E soprattutto fino al febbraio 2023, quando i primi 7 profili esistenziali di vita (oggi sono 17 e altri sono in corso di redazione e deposito) sono stati depositati nel Registro istituito presso l’Ufficio di Stato Civile”.

“Le sue sollecitazioni – prosegue l’assessora – hanno continuato a motivare la nostra città nel non accontentarci di ciò che è possibile e nel desiderare ciò che ancora non c’è in materia di riconoscimento del diritto a una vita piena da salvaguardare per ogni persona, soprattutto per quelle più fragili. Il Manifesto per il diritto alla bellezza, sottoscritto da centinaia di cittadini reggiani nel 2018, ha la stessa radice: tutelare il diritto di ogni persona vissuto in modo concreto nella vita di ogni giorno, come il diritto alla felicità, di cui lo stesso professore ha scritto in uno dei suoi ultimi volumi.

In questi anni il contributo del professor Cendon ha rappresentato una guida cui ispirarsi nelle diverse attività. Come pochi anni fa, quando il Comune di Reggio Emilia unitamente a tanti altri soggetti, ha dato vita al calendario di iniziative “Identità inquieta“, che ancora una volta esprimeva quel pensiero che, in modo cosi forte, Cendon ha posto nel nostro percorso: non avere paura di mostrare e di vivere la propria fragilità, perché questa appartiene a ogni persona, in un momento o nella totalità della propria esperienza di vita. Reggio Emilia ha cercato di fare propria questa consapevolezza per cercare di farne strumento di crescita collettiva.

Per tutte queste ragioni ci uniamo al cordoglio per la scomparsa di un uomo sempre attento ai diritti dei più fragili; la sua lezione e il suo pensiero saranno sempre al centro della nostra azione amministrativa”.