“La violenza a bordo degli autobus è un fenomeno in crescita e non da oggi. La stessa Seta lo ha messo nero su bianco nel suo bilancio 2024. E allora ci chiediamo perché stamane un controllore sia stato brutalmente aggredito da un maranza senza poter contare su un numero sufficiente di colleghi necessari per poterlo proteggere”.

Così Gaetano Capozza, leader di Fit Cisl a Reggio Emilia, commenta le violenze subite da un lavoratore iscritto alla Fit Cisl, poco prima delle 8, a bordo dell’autobus che stazionava davanti alla scuola Gobetti di Scandiano.

Il professionista, 55 anni, stava avviando la verifica dei titoli di viaggio quando ha visto e sentito un collega, sul lato anteriore, alle prese con giovane nordafricano, senza biglietto, che insisteva per poter passare e superare il controllo, alzando sempre più la voce e dando in escandescenza. Il lavoratore ha acceso la bodycam, notando che nel piazzale esterno un gruppo di coetanei del giovane lo stavano incitando a scappare. Il violento ha iniziato a spingere e a tirare calci, colpendo con grande forza il controllore al torace e provocandogli un forte dolore. Il controllore è stato costretto a desistere mentre l’aggressore fuggiva. Il filmato della bodycam è già stato consegnato ai Carabinieri. Prognosi: 10 giorni.

LE BELLE PAROLE? NON BASTANO

“A questo lavoratore e a tutto il personale di Seta, sempre più in prima linea, va la nostra solidarietà. Ma siccome le belle parole non bastano, occorre prima di tutto dire la verità. Sul mezzo, stamane, c’erano solo due controllori e, quando è esplosa la violenza, fomentata dal gruppo, il professionista aggredito non ha avuto, di fatto, scampo. I controllori devono essere almeno tre a bordo, e nelle zone scolastiche più calde servono school tutor contro risse e aggressioni”, evidenzia Capozza.

LA RICHIESTA INASCOLTATA

I dettagli, come sempre, sono importanti. “Seta non ha mai risposto alla richiesta di un incontro per la sicurezza dei lavoratori nel bacino di Reggio Emilia. Inviammo una domanda ufficiale insieme a tutti i sindacati territoriali il 27 settembre del 2023. Nulla, non è successo nulla”, attacca Capozza. Il 21 gennaio scorso proprio il sindacalista della Fit Cisl aveva scritto a Seta e al suo amministratore delegato, Riccardo Roat, chiedendo “che le squadre di verifica siano composte da un numero minimo di tre addetti, così da garantire una maggiore tutela degli operatori in caso di violenze a bordo dei mezzi”.

“La cronaca, purtroppo, ci ha dato ancora una volta ragione, come se non bastassero le sei aggressioni subite dai controllori dal gennaio 2024 ad oggi – calcola Capozza –, oltre a quelle contro gli autisti e i passeggeri. Siamo a dodici casi, la punta dell’iceberg, dato che chi subisce violenze alla guida o mentre controlla un biglietto non sempre denuncia. Ricevere insulti viene ormai considerato uno standard, contro il quale c’è poco da fare. E’ inaccettabile e occorre reagire, con risultati tangibili”.

La risposta di Seta alla precisa richiesta di Fit Cisl stavolta è arrivata a stretto giro, il 28 gennaio. E non è adeguata. “Da un lato l’azienda evidenzia che le squadre sono generalmente composte da tre o quattro agenti verificatori, ma tale numero può essere ridotto per spalmare più controllori sul territorio – analizza Capozza –, proprio come è successo stamane. Così non va bene. Capisco e condivido l’obiettivo di combattere i viaggiatori abusivi, ma non può essere una partita giocata con la sicurezza dei controllori. Seta deve intervenire, non si aspetti la prossima violenza”.