Il 9 febbraio, il Consiglio comunale di Reggio Emilia ha respinto la mozione di iniziativa popolare presentata da Tiziana Orefice sulla continuità assistenziale delle persone con disabilità nelle strutture residenziali al raggiungimento dei 65 anni. L’esito del voto è stato: 9 favorevoli (Coalizione Civica, Forza Italia, Fratelli d’Italia, Lista civica Tarquini) e 17 contrari (PD, M5S, Lista Marco Massari Sindaco).
La mozione chiedeva al Comune di assumere un indirizzo chiaro: garantire continuità assistenziale e stabilità dei percorsi di vita per le persone con disabilità che vivono in strutture residenziali, evitando che il compimento dei 65 anni diventi un punto di rottura o comporti trasferimenti automatici verso strutture per anziani. In concreto, la proposta puntava a definire criteri e procedure trasparenti, a ridurre la discrezionalità e a dare alle famiglie garanzie verificabili su tempi, valutazioni e possibilità di permanenza nella struttura scelta quando compatibile con i bisogni assistenziali.
Il riferimento richiamato nel dibattito è la legge delega 33 del 2023, che riforma le politiche in favore delle persone anziane e promuove un modello fondato su continuità di cura, integrazione socio-sanitaria e personalizzazione degli interventi. In questa cornice, l’obiettivo è evitare passaggi “a scatto” e soluzioni standardizzate legate solo all’età anagrafica, favorendo invece percorsi coerenti con la storia della persona, i suoi bisogni e le reti di supporto, con strumenti organizzativi e regolamentari che rendano i diritti effettivamente esigibili.
«Con la politica non sono mai andata d’accordo. Ringrazio tutte le forze politiche per il loro voto. Ringrazio in particolare l’assessora Rabitti e la consigliera Carbognani per le belle parole spese. Anche se sono intenzionata a portare la questione in Regione, dove ho già degli interlocutori, vorrei tanto che anche il Comune di Reggio recepisse la legge statale. Dal momento che sia l’assessora Rabitti che la consigliera Carbognani erano ideologicamente d’accordo con la mozione, ma hanno dovuto votare contro per problemi “tecnici” vorrei invitare le forze che hanno votato contro, quelle del PD e alleati, a redigere una mozione con lo stesso oggetto e mi impegnerò io a raccogliere le firme necessarie. Lo faranno secondo voi?» dichiara Tiziana Orefice.
«La legge nazionale impone al Comune di adeguarsi e garantire la continuità assistenziale alle persone con disabilità rispetto alla scelta di che struttura andare a vivere, ma l’assessora Rabitti dice che non vuole recepire la legge e creare un regolamento. Ad oggi il tutto è gestito su base discrezionale dei servizi senza garanzie per le famiglie e per le persone disabili: una grande libertà di tenersi le mani libere su chi ha possibilità di stare nella struttura per disabili o andare in quella anziani. Quando i diritti non valgono per tutti diventano privilegi e questo non va bene. Noi ringraziamo ancora una volta la dott.ssa Tiziana Orefice per il suo impegno e tutti i 700 firmatari del documento ai quali l’assessora Rabitti e tutto il PD hanno voltato le spalle» dichiarano Dario De Lucia e Fabrizio Aguzzoli di Coalizione Civica.


