Davide Prandi

Il dibattito nato in queste ore attorno alla situazione del Laboratorio Aq16 merita di essere affrontato con serietà e senza semplificazioni propagandistiche”, afferma l’assessore alla Cura della città con delega alla Partecipazione Davide Prandi che continua: “I dati amministrativi sono stati chiariti nella risposta all’interrogazione: allo stato attuale non risultano agli atti convenzioni o titoli formali che disciplinino l’uso degli spazi.

Detto questo, sarebbe un errore raccontare Aq16 solo come una questione burocratica. In oltre vent’anni quel luogo è stato uno spazio di aggregazione giovanile, culturale e sportiva che ha coinvolto centinaia di ragazze e ragazzi di Reggio Emilia. Molte attività – dai laboratori culturali allo sport di base – hanno un valore sociale reale per una parte della nostra comunità.

Sarebbe infatti un errore, a nostro avviso, disperdere il patrimonio culturale e relazionale maturato in quel luogo. Patrimonio che fa parte della storia e dell’identità della nostra città e che contribuisce alla risposta a fenomeni attualissimi come il crescente isolamento e disagio giovanile.

Proprio per questo l’amministrazione sta affrontando la questione con responsabilità. In queste settimane stiamo ricostruendo con precisione tutte le forme di utilizzo e le modalità con cui nel corso degli anni sono stati concessi o tollerati spazi pubblici simili dalle diverse amministrazioni. L’obiettivo è arrivare a un quadro amministrativo chiaro e trasparente.

Va inoltre considerato che il quadro normativo sulla sicurezza negli ultimi anni è cambiato. Norme più stringenti su sicurezza degli eventi, agibilità degli spazi e responsabilità amministrative hanno inevitabilmente modificato il contesto entro cui realtà nate molti anni fa si trovano oggi ad operare. Anche per questo è necessario un approfondimento serio e aggiornato, che tenga conto di queste nuove regole e delle responsabilità che esse comportano.

La priorità è duplice: da un lato garantire pienamente sicurezza, legalità e rispetto delle norme, dall’altro non disperdere esperienze sociali e progetti giovanili che negli anni hanno avuto un impatto positivo sulla città.

Per questo sono in corso interlocuzioni istituzionali e approfondimenti tecnico-amministrativi che coinvolgono tutti i protagonisti della vicenda, comprese le realtà associative e gli stessi attori del Laboratorio Aq16, affinché si possa costruire una soluzione condivisa e sostenibile.”

In questo percorso deve guidarci un principio semplice ma fondamentale: il primato della persona.

L’obiettivo è individuare un percorso che riporti la situazione dentro un perimetro di regole certe, tutelando il valore sociale, culturale e sportivo delle attività rivolte ai giovani e garantendo la sicurezza di tutti“.