L’annullamento dell’intero festival Pulse of Gaia rappresenta un grave danno per la città di Reggio Emilia, per la sua immagine, per il sistema economico locale e per tutte le persone che avevano deciso di partecipare agli eventi programmati nelle prossime settimane.
Dopo il divieto disposto dal Prefetto per i concerti del 17 e 18 luglio per esigenze di tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica, gli organizzatori privati hanno annunciato la cancellazione anche delle restanti date del festival, dichiarando che non sussistono più le condizioni necessarie per lo svolgimento degli eventi e richiamando circostanze che sarebbero state al di fuori del loro controllo.
Proprio questa ultima affermazione rende oggi ancora più necessario comprendere cosa sia realmente accaduto e ottenere un chiarimento pubblico.
Se le ragioni che hanno portato all’annullamento dell’intero festival erano riconducibili a criticità interne all’organizzazione o alla società promotrice, è legittimo chiedersi perché tali problematiche non siano state affrontate e risolte prima di lanciare un progetto così ambizioso, presentato con grande enfasi pubblica, avviare la vendita dei biglietti e indurre migliaia di persone a programmare viaggi, pernottamenti e altre spese connesse alla partecipazione agli eventi.
Se invece le cause sono esterne all’organizzazione privata, allora è doveroso spiegare ai cittadini quali siano state concretamente queste circostanze e perché siano emerse soltanto dopo mesi di annunci, promozione e commercializzazione dell’evento. Non si tratta di cercare colpevoli da additare, ma di pretendere chiarezza, correttezza, assunzione di responsabilità, rispetto per la città, per le istituzioni e per tutte le persone e gli operatori coinvolti. Una città che ambisce a ospitare eventi internazionali di alto livello non può permettersi di passare, nel giro di pochi mesi, dalla presentazione in grande stile di un festival internazionale al suo annullamento integrale senza che venga fornita una ricostruzione chiara e completa di quanto accaduto.
La vicenda pone interrogativi che riguardano tutti gli attori coinvolti e rende inevitabile una riflessione sul ruolo assunto dalle istituzioni nella fase di lancio del progetto. Le istituzioni hanno il dovere di comprendere cosa non abbia funzionato e quali verifiche siano state effettuate nelle diverse fasi dell’iniziativa. Quando un progetto viene presentato pubblicamente, promosso e sostenuto come un’opportunità strategica per il territorio, è naturale che i cittadini si aspettino che ogni aspetto fondamentale sia stato attentamente valutato.
La presentazione del festival all’interno del Municipio, attraverso una conferenza stampa istituzionale che ha visto il coinvolgimento dell’Amministrazione comunale, della Provincia e della Regione, presenti le più alte cariche, ha inevitabilmente conferito all’evento una particolare autorevolezza agli occhi dei cittadini e dei potenziali partecipanti. A ciò si è aggiunta la promozione dell’iniziativa attraverso i canali istituzionali del Comune, con la pubblicazione delle informazioni relative all’evento e delle indicazioni dei siti per l’acquisto dei biglietti.
Proprio per questo appare oggi legittimo domandarsi se siano state svolte tutte le necessarie verifiche preventive sugli aspetti organizzativi, logistici e di sicurezza che un progetto di tale portata richiedeva. Quando un’Amministrazione decide di mettere a disposizione il proprio prestigio istituzionale per presentare e promuovere un’iniziativa privata, assume anche il dovere di accertarsi che esistano tutte le condizioni necessarie affinché quella proposta sia concretamente sostenibile e credibile agli occhi della comunità. Non per alimentare polemiche, ma perché la fiducia che i cittadini ripongono nelle istituzioni impone sempre il massimo livello di attenzione, diligenza, prudenza e trasparenza.
Per questo riteniamo positiva la proposta del Sindaco di convocare un tavolo istituzionale sul futuro della RCF Arena. In questo senso auspichiamo una presenza con esperienza e competenze di carattere economico e imprenditoriale di cui la Giunte é “oggettivamente” priva, come lo era la precedente. I gravi incidenti di percorso in questo campo sono visibili e va posto rimedio senza ulteriori rinvii e con la dovuta consapevolezza e responsabilità. Tuttavia, prima di discutere il futuro, occorre fare piena luce sul presente. Serve un confronto pubblico e approfondito tra Comune, Provincia, Prefettura, gestori dell’Arena e organizzatori affinché la città possa conoscere le ragioni che hanno portato a questo epilogo e le misure necessarie per evitare che errori di questa gravità possano ripetersi. Dagli errori, se ci sono stati come sembra evidente, non si fugge, ma s’impara a non ripeterli e si cresce e rilancia.
Da mesi chiedevamo pubblicamente prudenza, chiarezza e informazioni puntuali sul piano organizzativo e sulla gestione complessiva dell’evento. Oggi non proviamo alcuna soddisfazione nell’aver sollevato interrogativi che si sono poi rivelati fondati e nemmeno ci interessa. Al contrario, proviamo rammarico per una vicenda che rischia di danneggiare la credibilità della RCF Arena e dell’intera città. RCF Arena rappresenta una grande opportunità per Reggio Emilia e deve tornare a essere valorizzata attraverso una visione chiara, pragmatica, competenze adeguate e obiettivi sostenibili.Ribadiamo inoltre la richiesta di attivare immediatamente presso il Comune un tavolo di confronto dedicato alla valutazione dell’impatto economico complessivo prodotto dall’annullamento del festival. Il tema non riguarda soltanto il rimborso dei biglietti (sarebbe troppo semplicistico), ma anche le conseguenze che questa decisione avrà su alberghi, pubblici esercizi, commercio, servizi e sull’intero indotto che aveva programmato investimenti e attività sulla base degli eventi annunciati. A tale confronto riteniamo debbano partecipare a pieno titolo anche le associazioni di categoria e le organizzazioni sindacali.
Resta infine una domanda alla quale sarebbe opportuno fornire una risposta chiara e distinta: quali elementi hanno reso incompatibile con le esigenze di sicurezza pubblica anche il concerto di Travis Scott (nulla a che vedere con Kanye West) e quali erano i numeri effettivi delle vendite dei biglietti per le due serate principali in modo suddiviso? Si tratta di informazioni utili per comprendere appieno tutte le motivazioni che hanno portato all’annullamento dell’intero festival e per evitare che, in futuro, situazioni analoghe possano ripetersi e dissipare ogni malevolo e non condivisibile dubbio.
Reggio Emilia merita di continuare a ospitare grandi eventi internazionali. Proprio per questo è indispensabile che da questa esperienza si traggano insegnamenti concreti. Le ambizioni sono importanti, ma devono sempre essere accompagnate da programmazione, competenze organizzative e imprenditoriali, trasparenza e assunzione di responsabilità. Soprattutto quando il pubblico si affida al privato deve tenere conto di un carattere d’interesse completamente diverso. Un bilancio pubblico ha come fattore positivo non solo i numeri, ma l’interesse generale economico e sociale di un territorio, mentre il privato ha l’obiettivo giusto e comprensibile del ritorno economico dell’investimento. La scelta esclusiva di un indirizzo, legittima, richiede attenzione in entrambi i casi.
Claudio Guidetti – Presidente regionale ER e Segretario provinciale Azione