Raffaele Stipa è stato ucciso nel suo locale, mentre preparava una pizza a un cliente che conosceva.
È difficile trovare parole davanti a una vita spezzata in un luogo di lavoro, di quotidianità e di fiducia. Se fosse confermato che tutto è nato da pochi euro di debito, sarebbe un dettaglio che rende il dolore per la perdita ancora più insopportabile. Strappare la vita a una persona è sempre un fatto terribile, farlo per pochi spiccioli è qualcosa di semplicemente inaudito, che lascia sgomenti e interroga la coscienza di tutti.
Il nostro pensiero va a Raffaele, alla sua famiglia e alla sorella Antonella, ferita e ricoverata. A loro vogliamo esprimere la nostra più sincera vicinanza, con l’auspicio che sentano attorno a sé l’abbraccio dell’intera comunità. Non sono soli. Questo omicidio è il segno di una violenza che sembra insinuarsi sempre più profondamente nella nostra società, capace di esplodere per motivi apparentemente insignificanti.
Prima ancora che un problema di ordine pubblico, è una ferita culturale che parla della fragilità delle relazioni e dell’incapacità, sempre più diffusa, di affrontare rabbia e frustrazione senza trasformarle in violenza. Ringraziamo gli inquirenti per la tempestività e la professionalità con cui hanno individuato e fermato il presunto responsabile.
Chiediamo inoltre che le istituzioni attivino con la massima rapidità le procedure previste presso la Fondazione Emiliano-Romagnola per le Vittime dei Reati, affinché alla famiglia di Raffaele siano garantiti, oltre alla vicinanza della comunità, anche un sostegno concreto e tempestivo.
Massimo Gazza, Segretario Provinciale PD di Reggio Emilia
Roberta Mori, Presidente Provinciale PD di Reggio Emilia