L’obiettivo è di ampliare i posti per l’accoglienza notturna e diurna e rafforzare i servizi di prossimità per contrastare la grave marginalità adulta. Nei prossimi giorni il primo incontro della rete
Sono 12 gli enti del Terzo settore, cooperative e associazioni che hanno aderito all’avviso pubblico promosso dall’Amministrazione comunale di Reggio Emilia per partecipare al percorso di co-progettazione dell’Albergo sociale, al fine di creare nuovi posti per l’accoglienza notturna e diurna e rafforzare i servizi di prossimità per chi vive in strada. Si tratta di realtà provenienti per la maggior parte da Reggio Emilia e operanti in ambiti diversi dell’accoglienza, e in particolare: Centro sociale Papa Giovanni XXIII società cooperativa sociale onlus, Consorzio solidarietà sociale Oscar Romero consorzio cooperative sociali – società cooperativa, Consorzio Cooperative Sociali Quarantacinque Società Cooperativa Sociale, Open group società cooperativa sociale onlus, Associazione Partecipazione Odv, San Giovanni Bosco società cooperativa sociale, Associazione G. L. M. – gruppo laico missionario odv, Compagnia del SS. Sacramento – Caritas Reggiana – Missioni Diocesane, Città migrante Odv, Associazione Rabbuni Odv, La goccia nel deserto gnd e La nuova Luce.
“Siamo molto soddisfatti – dice l’assessora alla Cura delle persone Annalisa Rabitti – dell’ampia adesione al percorso della co-progettazione dell’Albergo sociale: è un segnale importante che dimostra una presa di coscienza sulla necessità di un costruire un approccio integrato, basato sul confronto e la collaborazione tra istituzioni, associazioni, servizi territoriali, operatori e operatrici. L’obiettivo è costruire servizi che tengano al centro la prossimità, al fine di intercettare anche quelle persone più vulnerabili e in situazioni di grave marginalità spesso restano ai margini dei percorsi tradizionali di presa in carico. Ampliando la rete dell’accoglienza diurna e notturna, inoltre, sarà possibile dare una risposta importante in termini di vivibilità urbana, con interventi strutturali in grado di intercettare i bisogni prima che diventino emergenze”.
Il percorso della co-progettazione entra così nel vivo: nei prossimi giorni è previsto il primo incontro della rete, con l’obiettivo di creare una risposta sistemica condivisa in grado di dare supporto alle persone in condizioni di fragilità e senza un tetto, e dall’altra migliorare la vivibilità urbana. La co-progettazione andrà poi a innestarsi nel sistema welfare sviluppato in questi anni dal Comune, gestito in stretta integrazione tra la rete dei servizi comunali, il sistema sociosanitario (Ausl Reggio Emilia), le istituzioni cittadine, il privato sociale e il volontariato organizzato. Una rete consolidata, che ha saputo offrire risposte di qualità alle persone che vi hanno avuto accesso: percorsi di presa in carico individuali, alloggi protetti, Pronto Intervento Sociale, housing temporaneo e accompagnamento educativo. Il fine è quindi quello di ampliare e arricchire la capacità dei soggetti coinvolti di dare una risposta, con un accento particolare sulle persone in grave emarginazione. Il percorso riconosce infatti come componente strutturale — e non residuale — l’area della bassissima soglia, della prossimità e della riduzione del danno sociosanitario, come complementari ai percorsi di inclusione.
L’Amministrazione, anche col supporto di facilitatori progettuali, creerà momenti di raccordo istituzionale, anche Ausl Reggio Emilia (Distretto Sociosanitario, SerDP, Csm, Centro Salute Famiglia Straniera), Prefettura, Questura e Procura della Repubblica, le aree tecniche del Comune (Urbanistica, Patrimonio, Ambiente), aziende e fondazioni partecipate e collegate.
La costruzione del quadro finanziario sarà parte integrante del lavoro di co-progettazione. A un primo stanziamento di un milione di euro sul Fondo Povertà per il periodo settembre 2026–dicembre 2027, si lavorerà per affiancare progressivamente ulteriori fondi pubblici, risorse di fondazioni e privati, strumenti innovativi quali Social Bonus, crowdfunding territoriale e finanza a impatto. Le risorse complessive saranno esito del Tavolo, non un presupposto predefinito.
L’albergo sociale – Il cuore della co-progettazione è la creazione di nuovi posti di accoglienza — notturna e diurna — gestiti nell’ambito dell’Amministrazione condivisa con piena corresponsabilità dei partner. Il modello di riferimento è quello dell’Albergo Sociale diffuso: non necessariamente un’unica struttura, ma uno o più luoghi con identità, presenza educativa strutturata e servizi integrati, capaci di accogliere con dignità anche chi è lontano da qualsiasi percorso. Gli Enti del Terzo settore (Ets) partner potranno contribuire eventualmente anche mettendo a disposizione immobili propri, ampliando così la capacità ricettiva del sistema. Insieme ai posti, la co-progettazione mira a rafforzare i servizi di prossimità e le unità di strada, essenziali all’accoglienza perché ne sono la condizione: sono questi servizi che intercettano le persone, costruiscono la relazione di fiducia, monitorano chi è in strada, e rendono possibile l’aggancio precoce.


