
“La rinuncia della delegazione di insegnanti ebrei americani alla visita a Reggio Children a causa della richiesta di sottoscrizione di documenti o di assumere posizioni sul conflitto israelo-palestinese per partecipare a iniziative educative, è un fatto grave che richiede risposte immediate. Se confermate, richieste fondate sull’identità ebraica o sulle convinzioni personali di un partecipante costituirebbero una discriminazione inaccettabile”.
Lo dichiara Roberto Salati, segretario provinciale della Lega di Reggio Emilia.
“Scuola, formazione e progetti educativi devono garantire confronto, inclusione e libertà. Nessuno può essere costretto a giustificare la propria identità o a sottoscrivere dichiarazioni politiche per poter partecipare. L’antisemitismo va contrastato senza ambiguità e senza doppi standard”.
Salati chiede piena trasparenza alle istituzioni coinvolte: “Il Comune di Reggio Emilia e i responsabili del progetto devono chiarire chi abbia formulato le richieste, quale fosse il loro significato e in base a quali criteri sia stata regolata la partecipazione. Non bastano rassicurazioni generiche: servono fatti, documenti e responsabilità precise”.
“Una posizione politica non può trasformarsi in un criterio di esclusione personale né in un pretesto per colpire l’identità ebraica. Nessuno deve essere discriminato per la propria origine, religione o coscienza politica”.
“Chiediamo quindi un chiarimento immediato e l’accertamento di eventuali condotte discriminatorie. La libertà di coscienza, la dignità delle persone e il contrasto all’antisemitismo non sono temi di parte: sono principi fondamentali che le istituzioni hanno il dovere di garantire”.
Salati conclude: “E’ inaccettabile che il sindaco e la giunta esaltino Reggio come città aperta e inclusiva, mentre nella realtà anche solo per essere ammessi a un percorso educativo, è richiesto aderire ad un’ideologia obbligata. La trasparenza è il primo passo per ristabilire la fiducia dei cittadini e impedire che episodi simili si ripetano”.


