È scomparso a 60 anni Pietro Iotti, figura stimata e profondamente radicata nella sua terra, capace di coniugare impegno civile, valori personali e una brillante carriera manageriale.
Nato a Reggio Emilia nel 1966, Iotti è stato ex consigliere comunale nella sua città, eletto nelle fila de L’Asinello, il movimento fondato da Romano Prodi e poi confluito ne I Democratici. Un impegno politico vissuto con spirito di servizio, mai sopra le righe, sempre orientato al bene della comunità.
Il senso della responsabilità e dell’educazione civica lo aveva maturato fin da giovane nello scoutismo cattolico dell’AGESCI, dove è stato anche un capo scout apprezzato e autorevole. Chi lo ha conosciuto in quegli anni ricorda la sua capacità di ascolto, la fermezza gentile, l’esempio concreto. Valori semplici, solidi, di quelli che non passano di moda.
Figlio di Giulio Iotti, tra i fondatori della cooperativa Dimora d’Abramo, Pietro aveva respirato fin dall’infanzia il senso profondo della cooperazione e dell’attenzione ai più fragili. Un’eredità morale che ha saputo onorare con discrezione e coerenza.
Parallelamente all’impegno pubblico, Iotti ha costruito una carriera di altissimo profilo nell’industria italiana. Sabaf, società quotata al segmento Star di Euronext Milan e leader nella componentistica per elettrodomestici, ha annunciato con dolore la sua improvvisa scomparsa. Dal 2017 era Amministratore Delegato e Direttore Generale del gruppo di Ospitaletto, guidandolo con visione strategica e concretezza operativa.
Laureato in Ingegneria Meccanica al Politecnico di Milano, aveva maturato esperienze di primo piano nei principali distretti del Made in Italy. È stato Presidente e Amministratore Delegato di Interpump Hydraulics (Gruppo Interpump) tra il 2013 e il 2017, dopo aver ricoperto ruoli apicali in Technogym e in Smeg, dove per nove anni è stato Direttore Generale Operativo.
Il suo percorso aveva incrociato anche il settore pubblico e quello automotive: dal 2006 al 2012 è stato Presidente di Iren Reggio Emilia, in una fase delicata di consolidamento della multiutility. Gli inizi lo avevano visto crescere professionalmente in Iveco, all’interno del gruppo Fiat, dove tra il 1995 e il 2000 aveva ricoperto incarichi di crescente responsabilità fino a diventare Direttore Operativo dell’Unità assemblaggio veicoli.
Manager rigoroso, ma sempre umano; uomo delle istituzioni, ma senza formalismi; professionista di livello internazionale, ma profondamente legato alle sue radici. Pietro Iotti lascia il ricordo di una persona gentile e disponibile, capace di farsi voler bene da tutti, qualità rara e preziosa quanto le competenze tecniche che lo hanno reso protagonista dell’industria italiana.
In un tempo in cui spesso si confonde il successo con il rumore, la sua storia racconta altro: serietà, preparazione, senso del dovere. E una lezione che resta, silenziosa ma potente, per chi avrà la responsabilità di continuare il cammino.
Marina Bortolani



