Anche a Reggio Emilia sta aumentando il dissenso alla partecipazione dell’Italia al conflitto tra Russia ed Ucraina, seppure, come sappiamo, limitato alla fornitura di armi, di aiuti economici e di intelligence.
Reggio Focus ha intervistato un noto imprenditore reggiano, 57enne, che è stato personalmente sia un Russia che in Ucraina per farsi un’idea compiuta sul campo. Appassionato di politica da sempre, chiede la riservatezza dell’identità scegliendo come pseudonimo “Benny”.
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Benny, perchè la scelta della riservatezza?
Perchè vivo a Reggio Emilia, sono imprenditore e qui se osi esplicitare le tue posizioni con intelligenza ti segano le gambe qualsiasi lavoro svogli. In passato me ne fregavo anche di questo, ma poi, mi hanno stufato anche i reggiani pecoroni che blaterano tanto contro i comunisti, ma poi, ora che sono al governo con una Meloni schienata su Zelensky e Biden hanno resettato il loro pensiero di destra dicendo che tutto va bene. Ecco, allora se devo rimetterci del mio lavoro per una battaglia di coerenza con altri compagni di viaggio, non ho problemi.

Quindi ha tirato i remi in barca?
Veramente no. Aspetto di combattere (politicamente) con i compagni di viaggio giusti. Se devo essere da solo con il cerino in mano, mentre altri storici militanti di destra hanno la lingua che è diventata come una pala nei confronti della Meloni, anche no, grazie. Ma formarsi un proprio pensiero politico seriamente per me è una questione di principio. Ecco perchè nel recente passato sono stato un mese in Ucraina e successivamente un mese in Russia. In entrambi i paesi ho vissuto in mezzo alla gente, al popolo, ho conosciuto i veri meandri della politica di ciascuno Stato e le bugie che ci vengono dette qui in Italia.

Due esperienze diverse che l’hanno portata a schierarsi dalla parte della Russia. Per quali ragioni?
In realtà non sono schierato con la Russia, troppa gente “fa il tifo” come se fosse una partita di calcio, ma laggiù la gente muore sul serio, non è un gioco. Questa guerra sta facendo centinaia di migliaia di morti, sta distruggendo un paese, sta impoverendo l’intera Europa, ci espone al rischio di un’escalation nucleare, quindi prima finisce e meglio è per tutti, e l’unico modo che finisca velocemente è obbligare l’Ucraina a negoziare sull’attuale linea del fronte dopo un cessate il fuoco. Questo si otterrà solo quando smetteremo di sostenerli con armi e denaro.

Non crede che in questo modo avrà vinto Putin?
Anche in questo caso cerchiamo di uscire dalla logica manicheista del “buono/cattivo”. Se la guerra finisce vincono tutti, anche quelle centinaia di migliaia di ragazzi ucraini obbligati ad andare a combattere e morire al fronte. In che altro modo può finire questa guerra? O credete forse che Putin si possa arrendere, o che venga destituito ed al suo posto ci mettano un pacifista? Beata illusione. Putin, se lo ricordi, è quello “buono”.

Tornando a lei, come si definisce?
Io mi sono sempre definito un libero pensatore. Politicamente sono schierato a destra, alle ultime elezioni ho votato Fratelli d’Italia convinto dalla spinta sovranista della Meloni, dopo un passato di voto alla Lega.

Ed è contento della posizione di questo governo riguardo alla guerra?
Ovviamente no. La Meloni (che io ho soprannominato “Melensky” visto l’affiatamento che ha con il comico di Kiev), aveva promesso di fare gli interessi degli italiani, ma continuando la partecipazione attiva a questa guerra sta facendo in realtà gli interessi degli USA e della NATO. Avrei preferito una posizione più assertiva e meno bellicista, sappiamo bene come è andata a finire nel secolo scorso quando ci siamo tuffati in una guerra non nostra. Non è finita bene. Tornando alla guerra quello che mi infastidisce maggiormente è vedere una informazione mainstream totalmente faziosa e schierata con l’Ucraina. Siamo arrivati addirittura a bloccare emittenti straniere e le uniche informazioni che si riescono ad ottenere sono attraverso i canali Telegram. Mi dica lei se questo non significa essere in guerra, e la gente sembra non rendersene conto.

Come pensa che finirà la faccenda?
La guerra finirà quando gli USA smetteranno di guadagnarci a spese di ucraini, russi ed europei. Attualmente vedo solo tre possibilità: 1. Un cessate il fuoco sulle attuali posizioni e l’inizio di un negoziato, ma perchè succeda deve fallire totalmente la controffensiva ucraina; 2. Un terremoto a livello internazionale che possa spostare l’attenzione degli americani, ad esempio la vittoria di Trump, la Cina che attacca Taiwan o una nuova guerra in Niger,; 3. lo scenario peggiore, ovvero una escalation che porti all’uso di una nucleare tattica, con tutte le possibili nefaste conseguenze.

Secondo lei, quanti sono stanchi di questa guerra?
Siamo in tanti, tantissimi, il problema è che non abbiamo rappresentanza nella vita reale, solo sui social, perché non c’e’ nessun partito “che conti” che prenda posizione aperta contro la guerra. Speravo molto in Salvini, ma ha dimostrato ancora una volta di non avere il coraggio necessario. Il bello è che anche molti di destra sono stanchi e non capiscono il posizionamento della Meloni, ma stanno zitti perché “se no tornano su i comunisti”. Che tristezza.

Pensa che il Generale Vannacci possa intercettare questo malcontento?
Si, ma deve fare molta attenzione. Sui social sono nati diversi gruppi che, fingendo di ispirarsi al Generale, vogliono mettere il cappello per convenienza politica, gruppi che non hanno ne’ arte ne’ parte e che dureranno giusto quanto è durato Prigozhin dopo il tentato golpe. In realtà il problema non è intercettare il malcontento, ma canalizzarlo verso chi ha poi le capacità organizzative di tradurlo in consenso, ed oggi in Italia chi può farlo? Rizzo? Paragone? Siamo sempre li’, alla fine si giocano lo 0,5% in più o in meno.
Quello che dovrebbe realmente succedere è che un giorno Salvini rinsavisca e cominci a fare il Salvini vero, non il burattino della Meloni. Lui, come Berlusconi, ha capito benissimo quanto ci convenisse non rompere i rapporti con la Russia, ma ha il terrore di far cadere un governo che va contro i suoi interessi perché trema al pensiero di un nuovo Papeete.
Ecco, se il Generale Vannacci riuscirà a dare a Salvini questo coraggio, allora ci divertiremo.

Marina Bortolani