Ha portato a una donazione complessiva di ben 15 mila euro, destinati alla raccolta fondi “Doniamo Risonanza al futuro”, l’evento proposto tra la fine del 2025 e l’inizio del 2026 in centro storico, in vicolo Trivelli, a favore della Fondazione Grade: l’esposizione delle opere della collezione artistica di Ugo e Pina Bellocchi, che ha suscitato davvero una forte attenzione anche per la possibilità di devolvere un’offerta al Grade acquisendo pezzi storici di grande fascino. Spiega Lisa Bellocchi: “Molti reggiani hanno effettuato un’offerta al Grade assicurandosi al contempo un’opera d’arte. Tanto interesse mi ha confermato che donare a questo ente la collezione di Ugo e Pina Bellocchi è stata un’idea vincente. Sono contenta che i fondi raccolti contribuiscano ad acquisire una strumentazione medica che andrà a vantaggio di tutta la popolazione cittadina e della provincia reggiana.
Contemporaneamente, l’aver disseminato in tante case quadri, stampe e sculture di eccellenti artisti locali stimolerà la conoscenza degli artisti reggiani tra Otto e Novecento, troppo spesso negletti”.
Aggiunge il critico Sandro Parmiggiani che ha curato l’esposizione: “È confortante, e per due ragioni, l’esito della vendita delle opere d’arte della collezione della Famiglia Bellocchi a favore della Fondazione Grade: è un piccolo, ma significativo, mattone per la realizzazione dei progetti caratterizzati da una generosa visionarietà a favore non solo della comunità reggiana, ma di tutti coloro che si rivolgono alla nostra sanità. Inoltre, in un tempo in cui molti valutano l’opera d’arte come mero strumento di investimento e di speculazione finanziaria, ci sono invece ancora persone che considerano un dipinto, una scultura, un’incisione un’opportunità di arricchimento spirituale, con la quale dialogare quotidianamente, arricchendo la propria sensibilità ed educazione sentimentale”.
Ed aggiunge Fausto Rontani, per tanti anni gallerista a Reggio ed amico della famiglia e volontario alla mostra: “Il successo dell’iniziativa si deve innanzitutto alla sensibilità dei reggiani, che hanno risposto con generosità ad un’insolita proposta culturale. La collezione di Ugo e Pina Bellocchi si è formata nei decenni di vita di questi due grandi reggiani, sempre attenti alla storia e alle tradizioni, ed ha costituito un insieme enciclopedico dell’arte reggiana del Novecento sotto forma di quadri, sculture, bassorilievi, acqueforti e incisioni”.
Ugo Bellocchi (1920-2011) e la moglie Giuseppina Iotti (1922-2004), entrambi figli di reggiani, sono nati a Reggio e vi hanno vissuto tutta la vita. Ugo è stato giornalista, direttore di biblioteca, storico, presidente della Deputazione reggiana di Storia Patria, fondatore del Centro Studi per il Dialetto di Albinea e dell’Associazione provinciale Stampa reggiana. Autore di decine di ponderosi volumi, si è dedicato in particolare alla storia della città, alle vicende del Primo Tricolore, al vernacolo, alla storia del giornalismo e alle Encicliche pontificie. Importanti convegni di studio a lui dedicati lo hanno ritratto come uno dei promotori culturali più vivaci ed apprezzati nella Reggio del XX secolo. Pina è stata per decenni appassionata e stimata insegnante elementare, a Caprara di Campegine poi, in comune di Reggio, a Gaida e a Rivalta. La loro casa è sempre stata fulcro ospitale; pranzi e cene con amici sono stati l’occasione per mettere a punto progetti culturali ed artistici con numerosi protagonisti della vita cittadina e nazionale.
Questo fervore di interesse per la reggianità si è tradotto – oltre che in prestigiose pubblicazioni – anche in un’importante raccolta di opere prevalentemente di artisti cittadini, che nei decenni hanno ornato le pareti della loro abitazione: tra gli altri Filippo Albertoni e Nani Tedeschi, Gino Gandini, Remo Tamagnini, Lanfranco e Galileo Scorticati, Francesco Fontanesi, Nello Leonardi, Fra Paolo Augusto Mussini.
La donazione va ad alimentare la raccolta fondi per l’acquisto della nuova risonanza magnetica a 3 Tesla per il servizio di Radiologia del Santa Maria Nuova, una strumentazione di ultima generazione che amplierà di molto le possibilità diagnostiche, a servizio di tutta la provincia, e che ha un costo di 1 milione e 500 mila euro.


