In merito alle dichiarazioni apparse sulla stampa riguardanti le rette delle Case Residenza per Anziani, l’Unione Bassa Reggiana ritiene opportuno fornire alcuni chiarimenti per riportare il tema nel suo corretto inquadramento.

La riformulazione delle tariffe per i posti non contrattualizzati rappresenta una scelta concreta di investimento pubblico: i Comuni della Bassa Reggiana metteranno a disposizione oltre 550 mila euro all’anno per le politiche residenziali rivolte agli anziani, attraverso un sistema di copertura delle rette che consente di sostenere le famiglie e garantire accesso ai servizi in condizioni di equità.

La regolazione delle tariffe per i posti non contrattualizzati nelle CRA non è una questione riferibile a un singolo Comune, ma riguarda l’intero ambito distrettuale e quindi l’azione condivisa di tutti i Comuni dell’Unione. Dopo anni di frammentazione, si è giunti finalmente a una regolazione tariffaria unitaria, costruita su criteri di equità e uniformità, con l’obiettivo di garantire trattamenti omogenei ai cittadini indipendentemente dal territorio di residenza.

Il nuovo sistema prevede che i singoli Comuni assicurino forme di sostegno economico per gli utenti, consentendo di applicare rette che risultano sempre inferiori rispetto a quelle praticate per posti analoghi nelle strutture private presenti sul territorio provinciale. Inoltre, a differenza di quanto avviene in molte altre strutture pubbliche della provincia, per questa tipologia di posti è prevista una compartecipazione economica dei Comuni. Senza questo intervento verrebbe applicata la tariffa massima basata sul costo effettivo del posto letto. Si tratta quindi di una scelta che tutela concretamente le famiglie e rafforza il ruolo pubblico del sistema dei servizi.

Questo percorso è il risultato di un confronto durato mesi con le rappresentanze sindacali, che hanno riconosciuto il valore dell’impostazione adottata, definendola un modello positivo e replicabile anche a livello regionale.

Elemento centrale della riforma è l’introduzione dell’ISEE residenziale, che oltre a valutare il reddito dell’ospite considera anche quello dei figli. Gli scaglioni utilizzati fanno riferimento a quelli già adottati dalla Regione Emilia-Romagna per altre misure di agevolazione tariffaria rivolte agli anziani inseriti in struttura, garantendo coerenza e uniformità con il quadro regionale.

È importante, inoltre, precisare con chiarezza la distinzione tra le due tipologie di posti presenti nelle CRA del distretto. Le nuove modalità tariffarie riguardano esclusivamente i posti non contrattualizzati, che complessivamente sono 100 e per i quali è stata definita una regolazione unitaria a livello di Unione.

Diversamente, non subiscono alcuna modifica i posti contrattualizzati con il sistema regionale, che nel distretto sono 248 e per i quali la tariffa è fissata dalla Regione in 54,5 euro al giorno. In relazione a questa seconda tipologia, il rapporto tra i posti disponibili e la popolazione residente con più di 75 anni determina una copertura pari al 3%, valore indicato dalla Regione come livello ottimale a cui i distretti devono tendere. La Bassa Reggiana è oggi l’unico distretto della provincia ad aver raggiunto tale obiettivo.

“Dispiace constatare – ha commentato il presidente dell’Unione Bassa Reggiana, Roberto Angeli – che il gruppo di opposizione GualtieRinnova non abbia colto appieno questo quadro complessivo, nonostante il percorso sia stato illustrato e condiviso all’interno delle commissioni consiliari dell’Unione. Il confronto politico è sempre legittimo, ma riteniamo importante che avvenga su basi informative complete e corrette”.

“I Sindaci della Bassa Reggiana – ha continuato Angeli – sono convinti che scelte come questa, che rafforzano i servizi in modo unitario e solidale, debbano essere valutate per il beneficio che producono per la comunità, al di là delle appartenenze politiche presenti nei singoli Consigli comunali”.