Mercoledì 25 marzo, nella Sala del Tricolore, nel Palazzo Comunale di Reggio Emilia, ha preso avvio il ciclo di iniziative promosso dall’Istituto Alcide Cervi nell’ambito de Il Presente della Costituzione, il programma triennale (2026–2028) dedicato all’80° anniversario della Repubblica e della Costituzione, realizzato con il sostegno della Regione Emilia-Romagna, della Provincia di Reggio Emilia e del Comune di Reggio Emilia.

Il primo appuntamento del 2026, che si intitola 1946: LA PRIMA COSA BELLA. A 80 anni dal primo voto alle donne e a tutti gli italianiè dedicato a una data fondativa della storia democratica italiana: le prime elezioni a suffragio universale del 1946, quando per la prima volta le donne parteciparono al voto, segnando l’ingresso pieno nella vita pubblica e l’avvio del percorso che avrebbe portato alla nascita della Repubblica e dell’Assemblea Costituente.

L’incontro è stato segnato dall’appello sentito di Vasco Errani, Presidente dell’Istituto Alcide Cervi«Sono molto entusiasta in questi giorni. Quello che è successo va interpretato nel modo giusto: non ha vinto una parte, ha vinto la Costituzione. I giovani sono stati protagonisti, ed è qualcosa che dà speranza. Vi chiedo di essere protagonisti, giovani, in questo progetto triennale dell’Istituto Alcide Cervi, in questo luogo simbolo dell’antifascismo. E non dobbiamo dimenticare che l’antifascismo non è solo ieri: oggi è una questione decisiva per il mondo. Diventate protagonisti anche voi: così potremo imparare da quel grande spirito dei ragazzi e delle ragazze che fecero la Resistenza, conquistando la Repubblica, il voto alle donne, le grandi conquiste democratiche. Noi ci mettiamo a disposizione. La crisi della democrazia, e anche l’astensionismo, nascono dal fatto che spesso si chiudono le porte, diventiamo autoreferenziali. Noi vogliamo invece aprire le porte ai giovani, affinché emergano nuovi protagonisti capaci di cambiare questa società ingiusta, segnata da tante disumanità, prima fra tutte la guerra. Siate protagonisti! Noi proveremo a seguirvi».

Ha coordinato l’incontro la giovane parmigiana Emma Nicolazzi Bonati, fra le promotrici di Parma Capitale Europea dei Giovani 2027: «Si avverte oggi un timore diffuso: quello di guardare alle “prime cose belle” soltanto con la nostalgia di una stagione politica ormai conclusa. Una sensazione che attraversa soprattutto le nuove generazioni, spesso spaventate e oppresse da un flusso continuo di notizie scoraggianti, tanto a livello locale quanto internazionale. Eppure, proprio le “prime cose belle” restano fondamentali. Perché è nel presente che si costruiscono nuove possibilità, nuove esperienze, nuove occasioni di bellezza. Nonostante molti giovani si sentano ancora disillusi nei confronti della classe politica, e in generale, della società. Ma è necessario coltivare la speranza, generare “prime volte”, per non interrompere questo processo e per dare forma a un futuro diverso.» La riflessione è stata anche un’occasione per parlare della grande affluenza dell’ultimo referendum del 22 e 23 marzo, dove ha prevalso il “NO”, grazie soprattutto all’elettorato giovanile: «Si parla di nuove generazioni disinteressate,, assenti dalle questioni che coinvolgono il Paese. Ma questo referendum è un segno che non è così: noi vogliamo partecipare, vogliamo avere la possibilità di costruire il nostro futuro.»

Insieme alle autorità e molte cittadine e cittadini reggiani, erano presenti diversi studenti del territorio, dai rappresentanti della Consulta Provinciale degli Studenti di Reggio Emilia a classi di scuole secondarie di secondo grado.

Una platea alla quale ha rivolto il suo saluto il Sindaco di Reggio Emilia, Marco Massari«Con il progetto triennale 2026–2028 “Il Presente della Costituzione”, inauguriamo oggi, con l’incontro “La prima cosa bella”, un percorso che segna l’avvio di una nuova stagione di partecipazione civica. A partire dal 1946, quando le donne votarono per la prima volta a livello nazionale, nasce la nostra democrazia: l’Istituto Alcide Cervi, con questa iniziativa, rimette al centro i giovani, accompagnandoli nella riscoperta di quella storia e dei suoi valori. Un progetto in linea con il pensiero di Piero Calamandrei, che definiva la Costituzione “presbite”, capace di guardare lontano. L’obiettivo è offrire alle nuove generazioni strumenti per conoscerla e farla propria, nei sentimenti e nelle esigenze del presente. Perché, come ricordava Papà Cervi, dopo ogni raccolto ne viene un altro: è nella partecipazione e nel senso di comunità che si costruisce il futuro. Grazie all’Istituto Alcide Cervi e a tutte le realtà coinvolte.»

A seguire, l’appassionata testimonianza di Kiranjit Kaur, Consigliera comunale di Novellara (Reggio Emilia): «Le donne si sono rivelate combattenti e resistenti: al termine della guerra hanno rivendicato con lucidità il diritto di partecipare alla vita politica, di votare e di essere elette. Non fu un punto di arrivo, ma l’inizio di un percorso verso la costruzione di un’Italia democratica. Oggi, però, esistono ancora donne che studiano, lavorano e contribuiscono al Paese pagando le tasse, ma che non hanno pieno accesso ai diritti politici. È una condizione in cui mi riconosco, nella mia storia migratoria: ho potuto votare solo due anni fa, ma mi sono sentita italiana molto prima, studiando e amando la Costituzione, articolo dopo articolo. Per questo auspico che si arrivi presto a riconoscere e celebrare il diritto di voto per tutte le nuove italiane e i nuovi italiani, nel pieno rispetto dell’articolo 3 della nostra Costituzione, che sancisce l’uguaglianza di tutti i cittadini.»

A seguire gli interventi della storica Patrizia Dogliani e di Livia Turco, Presidente della Fondazione Nilde Iotti, e Anna Rossomando, Vicepresidente del Senato.

«Viviamo un tempo che rischia di diventare disumano», sottolinea Livia Turco«Troppo spesso la vita sembra valere meno del profitto, della ricchezza, dell’apparire. La persona umana viene trattata come uno scarto, come qualcosa di privo di valore. È un’affermazione forte, ma è ciò che vedo in molte dinamiche della nostra società e del mondo. Proprio per questo, credo sia urgente riscoprire il valore della vita umana. E penso che possiate essere voi, giovani, a guidare questo cambiamento, a restituire centralità alla dignità della persona. Dobbiamo reagire, rimettendo al centro della nostra vita e della dimensione pubblica il valore della relazione umana. È da qui che può rinascere il fondamento più autentico della politica, della democrazia e di una società più giusta. Sono convinta che voi, giovani, ne siate capaci, e che possiate insegnarci molto.»

«L’alta partecipazione giovanile a questo ultimo referendum dimostra che gli italiani non sono disinteressati», osserva Anna Rossomando«Vogliono essere coinvolti nelle grandi scelte che riguardano il Paese, dall’uguaglianza ai rapporti di potere. La disaffezione al voto si combatte facendo sentire ogni cittadino importante: quando il messaggio è che “il tuo voto conta”, la partecipazione cresce. Le istituzioni devono tornare a occuparsi delle priorità reali delle persone, favorendo partecipazione e ascolto, nel solco dei valori della Costituzione. Se i giovani si allontanano, non è una loro colpa: è una sconfitta delle istituzioni.»

L’incontro è proseguito con letture a cura dell’attrice Fabrizia Sacchi, dedicate alla genovese Teresa Mattei: partigiana, politica e pedagogista, la più giovane eletta all’Assemblea Costituente.