La notizia della scomparsa di Francesco Guccini, poche settimane dopo averlo incontrato a Reggio Emilia in occasione di una visita alla mostra a lui dedicata dallo Spazio Gerra, lascia profondo dolore.
Per la mia generazione è stato il maestro che ha saputo leggere e interpretare il nostro tempo e il nostro mondo.
Ho ancora negli occhi la sua commozione nel visitare la mostra che ne raccontava la produzione artistica, le umili origini, la vita e le opere, quel filo rosso che lo ha sempre legato alla nostra terra, quella via Emilia che – con ironia e straordinario gusto per la simbologia – aveva contrapposto al sognato west dei film americani.
Non posso nemmeno dimenticare la visita nella sua Pavana, alcuni mesi fa in preparazione della mostra. In quella occasione ho conosciuto quella straordinaria umanità che ne faceva un ospite accogliente, insieme a Raffaella e a tutti gli amici di una vita. Fu un autentico privilegio.
Di Francesco resterà un’impronta indelebile, soprattutto nei luoghi che ha vissuto e cantato. Tra essi anche la nostra città, dove tra l’altro ha ricevuto una laurea ad honorem in Scienze della Formazione Primaria nel 2002.
Resta la gratitudine che dobbiamo a lui e a Raffaella per averci concesso di essere testimoni di una storia tanto importante, fatta di parole bellissime, a tratti tenere e a tratti dure, capaci di far sognare e di far riflettere, destinate ad essere un testamento da conservare con rispetto e amore.
Restano soprattutto quelle parole, tante e splendide, da custodire, da rileggere, da riascoltare.
Grazie di tutto Francesco. Ti ricordo coi versi di una canzone che ho amato moltissimo, Don Chisciotte.
‘Nel mondo oggi piu che ieri domina l’ingiustizia
ma di eroici cavalieri non abbiamo piu notizia;
proprio per questo Sancho c’è bisogno soprattutto
di uno slancio generoso fosse anche un sogno matto’
Marco Massari – Sindaco di Reggio Emilia


