“Volpe” ci ha salutato. Nella mattina di sabato 1 giugno, a quasi 98 anni, il nostro amatissimo testimone Francesco Bertacchini è scomparso, a quasi 98 anni di età. Era il partigiano “Volpe”, migliaia di persone, italiane, tedesche, svizzere, austriache lo hanno conosciuto mentre raccontava la sua esperienza durante la guerra contro il fascismo e il nazismo. L’aveva combattuta giovanissimo, partendo per i monti a soli 17 anni, tornando a casa dopo numerose battaglie e azioni con la 144° Brigata Garibaldi.

Per Istoreco è una perdita che va oltre il semplice dolore. Dobbiamo dire addio a un amico generoso, prezioso, sempre disponibile, sempre positivo e pronto a dare una mano. Un grande amico, prima ancora che un grande testimone.

Ci mancherà tutto di lui, il sorriso, le battute, la gioia di vivere, le narrazioni delle privazioni del fascismo e delle azioni partigiane, il ricordo triste degli amici trucidati a Legoreccio. La felicità con cui accoglieva ogni momento di musica da ballo e di canzoni partigiane. Anche poche settimane fa siamo andati a salutarlo, per cantare per lui “Bella Ciao”, il 24 aprile scorso.

È una perdita difficile da affrontare, questa, davvero difficile. Francesco è stato al nostro fianco per quasi tre decenni, finché ha potuto non ha mai voluto mancare un’occasione per aiutarci. Prima con gli amici di sempre, i partigiani Fernando “Toni” Cavazzini e Camillo “Mirko” Marmiroli, poi con altri resistenti tra cui “Willi”, Giacomo Notari.

“Volpe” è stato un compagno di viaggio per tanti indimenticabili anni e dirgli addio diventa ancora più difficile. Perché lui era una certezza, una garanzia come solo gli amici più cari possono essere. E “Volpe” è stato un grandissimo amico di Istoreco.

Ci mancherai, e ci stringiamo forte a Luciana e a Vanna. Ci mancherai, una cosa però la sappiamo, caro “Volpe. Nella nostra memoria, nelle nostre teste, in quello che facciamo, tu sarai sempre con noi. Ed è il regalo più bello che tu ci abbia fatto.

LA BIOGRAFIA
Francesco Bertacchini nasce il 24 giugno 1926 a Reggio Emilia. Da giovane apprendista presso un negozio di radio e grammofoni scopre il suo amore per la musica e la sua avversione al fascismo a causa delle restrizioni che un ragazzo subiva nella vita quotidiana. Dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, a soli 17 anni, assieme all’amico del cuore, sale in montagna a cercare “i ribelli” e ne diventa uno all’interno della 144° Brigata Garibaldi. Compirà azioni nella zona di Succiso e del Cerreto tentando sabotaggi alle pattuglie tedesche di stanza sulla SS63.
Con il nome di battaglia di “Volpe” è operativo all’interno del distaccamento “Antifascista” e “Cervi” e, per una pura casualità, non sarà coinvolto nell’eccidio di Legoreccio del 17 novembre 1944 in cui vengono uccisi tutti i suoi compagni. Ha compiuto diverse azioni nella Val d’Enza e combattimenti fra Bibbiano, Barco e Cavriago. A causa dell’accerchiamento tedesco attraversa il fiume Enza nell’ottobre del ’44 e passa prima nel territorio parmense e poi in quello piacentino. Partecipa alla liberazione di Parma e nella notte del 24 aprile ’45 arriva finalmente nella sua Reggio ormai libera.