Per diritto all’oblio oncologico si intende “il diritto delle persone guarite da una patologia oncologica di non fornire informazioni né subire indagini in merito alla propria pregressa condizione patologica, nei casi di cui alla presente legge ” .
Dal testo del progetto di legge sul Diritto all’ oblio oncologico approvato in sordina alla Camera il 4 agosto us.
Una norma di civilta’, a mio avviso in ritardo di decenni , che si calcola riguardi oltre un milione di persone colpite dal cancro e sopravvissute .
Credo si tratti in prevalenza di donne che gia’ hanno notoriamente maggiori difficolta’ nel mondo del lavoro.
Per esperienza personale diretta come PRESIDENTE del Fondo Pensione aziendale, la quantita’ di persone , anche molto giovani, che devono affrontare problemi oncologici e’ davvero elevato, improvviso, inatteso.
Piu’ una azienda investe sulla prevenzione piu’ questi casi emergono spesso, per fortuna molte volte in una fase iniziale e, quindi , sono curabili.
Ci vuole davvero un grande coraggio ad affrontare queste situazioni che comportano assenze, cure, operazioni e terapie.
E’ davvero difficile mantenere la riservatezza su queste situazioni , per chi le vive direttamente .
Sono davvero esperienze terribili , che durano spesso anche anni .
Poi per fortuna spesso arriva la guarigione e si cerca di riprendere il ritmo di vita e di lavoro normale.
Ma le organizzazioni hanno le loro regole e le loro priorita’ e, spesso, non possono ” aspettare ” queste persone.
E allora magari iniziano nuovi percorsi di lavoro o arrivano nuovi responsabili ….
Situazioni relazionali difficili, insoddisfazione, ansia, stress. Il tutto in aggiunta a quello che si e’ gia’ avuto e superato prima.
E poi magari emerge la necessita’ di accendere un mutuo o di attivare una polizza assicurativa e i problemi diventano importanti.
E’ un sacrosanto diritto di questa enormita’ di persone poter godere della massima privacy , del rispetto e del merito che si sono guadagnate in anni di duro studio e serio lavoro.
In questa calda estate si parla molto di altri diritti di base di chi lavora , ma molto , troppo poco, di questa legge di civilta’.
Anche per il rispetto che la societa’ e le organizzazioni e le persone dovrebbero avere anche per la memoria dei tanti , purtroppo, che non ce la fanno a guarire e a ripartire .

ENNIO FERRARINI