Rosamaria Papaleo, leader di Cisl Emilia Centrale

Quello che stanno vivendo i lavoratori dell’Inalca è un dramma enorme che va oltre la mera questione sindacale e diventa un fatto etico, morale, che richiede la ferma mobilitazione civica di una città speciale come Reggio Emilia, dove lavoro, diritti e società sono sempre stati in cammino insieme”.

Così Rosamaria Papaleo, leader di Cisl Emilia Centrale, interviene sulla vicenda dei 164 lavoratori Inalca cui, dopo 11 mesi di sacrifici pesantissimi, ora viene detto che non c’è posto nel futuro aziendale.
“Una vicenda drammatica di fronte alla quale tutti abbiamo il dovere di studiare, capire e proporre – sottolinea Papaleo –. Il rogo Inalca è stata ed è una ferita occupazionale enorme: con 164 persone che tremano stiamo parlando della più grave emergenza vista a Reggio da vent’anni a questa parte, dopo le crisi Aia e Giglio”
Il rogo Inalca è stata, inoltre, una ferita ambientale e urbanistica. Ed è stato uno schiaffo alla città, “che ha accolto questa impresa per tanto tempo ricevendo in cambio il no ad investire sul territorio, nonostante l’impegno dei sindacati, del Comune, della Provincia e della Regione. Istituzioni cui desidero dire: grazie. Ecco perché, oltre a ribadire il pieno sostegno alle categorie sindacali che stanno seguendo la crisi, da cittadina, prima ancora che da sindacalista, riterrei eccezionale, il segno tangibile di una Comunità che sa e vuole reagire, se il Sindaco Massari e la sua Giunta chiamassero a raccolta i reggiani e le reggiane per una grande manifestazione davanti ai cancelli di via Due Canali, prima che scada la cassa integrazione. Sperando sempre che davanti alla Regione l’azienda decida di cambiare rotta e di costruire futuro per i lavoratori che fin qui l’hanno servita”.

La segretaria generale della Cisl, inoltre, propone al Comune e alla Provincia l’attivazione di una task force capace di riunire chi lavora e chi dà lavoro, chi tutela il lavoro e chi fa analisi economiche e macroeconomiche, dall’Università alla Camera di Commercio:  “Reggio sarebbe più forte se parlasse con una voce coordinata, evitando l’effetto babele di interventi che dicono tanto ma non lasciano l’indicazione di una strategia coordinata da seguire”.