Davide Prandi

Cinquecento verbali per abbandono irregolare di rifiuti, per un importo complessivo di circa 110mila euro, nei primi otto mesi del 2026. Sono questi i dati relativi all’attività delle fototrappole utilizzate per contrastare l’abbandono dei rifiuti e tutelare il decoro degli spazi pubblici. Dati che registrano un andamento in progressiva diminuzione nel corso dell’anno: si passa dai 108 verbali di gennaio, per 23.690 euro, agli 81 di febbraio, 71 a marzo e aprile, 48 a maggio, 45 a giugno, fino ai 35 di luglio e ai 41 di agosto. Il numero dei verbali registrati ad agosto è quindi inferiore di oltre il 60 per cento rispetto a quello di gennaio.Segno che la lotta al degrado attraverso l’introduzione delle fototrappole inizia a dare i suoi frutti. I numeri restano significativi, ma si registra un calo del numero degli abbandoni.

“Le fototrappole non sono state introdotte per fare cassa e non misuriamo il successo di questo strumento dal numero delle multe – sottolinea l’assessore alla Cura della città Davide Prandi – Le sanzioni servono a rendere concreto un principio molto semplice: lo spazio pubblico appartiene a tutti e chi lo danneggia o scarica i propri rifiuti dove non deve non può pensare di farlo senza conseguenze. Il nostro obiettivo, però, è esattamente il contrario di aumentare le sanzioni: vogliamo arrivare ad averne sempre meno perché diminuiscono i comportamenti scorretti. Ogni rifiuto abbandonato oltretutto ha un costo che finisce per ricadere sulla collettività. La vera buona notizia non sarà avere più verbali o più sanzioni: sarà avere meno comportamenti scorretti. Fototrappole, controlli e presenza sul territorio sono strumenti. L’obiettivo resta una città più pulita, più curata e nella quale il rispetto degli spazi comuni diventi una responsabilità condivisa”.

Al lavoro di controllo elettronico delle fototrappole si affianca l’attività sul territorio degli agenti accertatori, che tra gennaio e agosto hanno effettuato 3.177 interventi, dai quali sono scaturiti 319 accertamenti, per un importo complessivo di 62.896,40 euro. In media, dunque, poco più di 10 sanzioni ogni 100 accertamenti effettuati. Un’attività capillare che permette di affiancare alla tecnologia delle telecamere la presenza diretta sul territorio: controlli, verifiche, individuazione delle irregolarità e interventi nei punti maggiormente interessati da comportamenti scorretti.

“Accanto alle fototrappole – prosegue Prandi – c’è un lavoro quotidiano che spesso non si vede. Più di 3.100 interventi in otto mesi significano presenza sul territorio, controlli, verifiche e contatto diretto con i problemi dei quartieri. I 319 accertamenti rappresentano soltanto una parte di questa attività: nella grande maggioranza degli interventi non si arriva a una sanzione. Anche questo è un dato importante, perché il controllo serve prima di tutto a prevenire e a far rispettare le regole”.

Nel dettaglio, l’attività degli agenti accertatori ha registrato 366 interventi a gennaio, 326 a febbraio, 462 a marzo, 426 ad aprile, 353 a maggio, 388 a giugno, 467 a luglio e 389 ad agosto. Gli accertamenti sono stati rispettivamente 18, 42, 61, 41, 46, 34, 59 e 18.

“La cura della città non può essere affidata soltanto alla pulizia riparativa di ciò che viene abbandonato – prosegue Prandi – Se ci limitassimo a raccogliere ogni volta i rifiuti lasciati illegalmente, finiremmo per chiedere alla collettività di sostenere continuamente le conseguenze di comportamenti individuali scorretti. Dobbiamo invece intervenire prima, individuare chi compie questi gesti e nello stesso tempo continuare a migliorare i servizi a disposizione dei cittadini. Fermezza verso chi viola le regole e servizi efficienti non sono due politiche alternative: devono procedere insieme”.

Il prospetto delle fototrappole registra inoltre, nel periodo gennaio-agosto,132 verbali già pagati per 30.305 euro, 216 notificati per 47.348 euro, 8 indicati come non pagati per 1.656 euro e 30 ricorsi in atto per 6.555 euro.

Per Prandi il tema riguarda anche il rapporto tra responsabilità individuale e qualità della vita nei quartieri:“Una strada pulita, un marciapiede curato, un’isola ecologica utilizzata correttamente non sono dettagli. Sono parte della qualità della vita quotidiana e contribuiscono alla percezione di rispetto e attenzione verso il luogo in cui viviamo. Ogni abbandono comunica invece l’idea che quello spazio non appartenga a nessuno. Noi dobbiamo affermare l’esatto contrario: lo spazio pubblico appartiene a tutti e proprio per questo deve essere rispettato”.