Il Presidente dell’Unione Appennino Emanuele Ferrari risponde con una lettera aperta al Sindaco di Ventasso, Enrico Ferretti:
Caro Chicco.
Mi permetto di cominciare così. Come se questa potesse essere davvero una lettera a te. Mi dispiace. Leggere questa nota. Non riconosco il lessico, la tua sintassi, il tono che ho imparato a conoscere e anche ad apprezzare in questi anni. Sento una rabbia e un’aggressività che non ti appartengono. Per questo sono dispiaciuto. Per te e per la tua comunità, che so ti stimola e si appassiona ai progetti e alle prospettive che si aprono per l’Appennino.
Certo. L’appennino. L’unione montana comuni appennino Reggiano. Che insieme rappresentiamo. Ho parlato come presidente. Non ci sono dubbi al riguardo. Ho sentito e ascoltato gli altri sindaci. Ti ho scritto in privato annunciando il comunicato di risposta alla tua richiesta di Presidenza del Parco. L’Unione infatti fa parte ex lege della Comunità di Parco, uno degli organi della sua, e nostra, governance. Parlo in nome e per conto di un ente che cerca da sempre di essere Unione, sguardo comune e condiviso sul futuro delle nostre comunità. Anche i comuni che non fanno parte del Parco nazionale se ne sentono parte, in senso politico e non formale, ne condividono aspettative, ne promuovono le politiche e le strategie. Il tuo strappo mi è davvero incomprensibile. Ci fa fare un passo indietro, aumenta la distanza che già si era intravista su altri temi, dove hai chiamato in causa altri comuni dell’Unione. Abbiamo superato anche queste divergenze.
E spero vorrai ritornare al tavolo della giunta dell’Unione. Non sempre ho condiviso il tuo stile provocatorio, ma so che ci mancherà. Mi permetto infine una piccola nota a margine: se il tono della discussione rimane quello del tuo ultimo comunicato credo non ci sia spazio per poter ottenere quello che pretendi. Già pretenderlo è poco istituzionale, ma soprattutto stimola la parte più viscerale della politica, che non è solo un corpo a corpo, ma la ricerca di un’anima delle cose. Il Parco, in fin dei conti, non è una giungla. Spero di rivederti presto, per riprendere, insieme agli altri sindaci, il nostro discorso.
Emanuele


