La storia dei nidi e delle scuole dell’infanzia comunali e i valori alla base della filosofia del Reggio Emilia Approach sono stati al centro dell’incontro che la Principessa del Galles Catherine Middleton ha avuto questa mattina nella Sala Rossa del Municipio di Reggio Emilia.

Accompagnata dal sindaco Marco Massari, la Principessa ha incontrato l’assessora alle Politiche educative Marwa Mahmoud e tre figure che hanno svolto un ruolo fondamentale nel plasmare la filosofia del Reggio Emilia Approach: Eletta Bertani, prima presidente di Reggio Children dal 1994 al 2000 e tra le fondatrici del modello educativo; Ione Bartoli, prima assessora donna della Regione Emilia-Romagna e pioniera insieme a Bertani nelle battaglie per l’emancipazione femminile; Carla Maria Nironi, che fu stretta collaboratrice di Loris Malaguzzi e partecipò alla nascita e alla crescita di Reggio Children, nonché tra le protagoniste delle occupazioni che portarono successivamente alla fondazione delle scuole dell’infanzia Villetta e Allende e memoria del progetto educativo reggiano. All’incontro era inoltre presente Christian Guy, direttore della Royal Foundation Centre for Early Childhood.

Con loro la Principessa ha avuto una conversazione sui temi dell’educazione e sulle motivazioni storiche e culturali che hanno portato allo sviluppo di questo approccio.

“La priorità scelta dalla nostra comunità fu quella di porre al centro l’educazione dei bambini attraverso la costruzione di scuole dell’infanzia intese non solo come luoghi accudimento ma di crescita e di formazione – ha ricordato il sindaco Massari aprendo l’incontro – A partire da questa spinta ideale, ma anche concreta, della comunità reggiana, in particolare delle donne, si innestò la visione di Loris Malaguzzi, che diede vita al Reggio Emilia Approach. Un approccio che mette al centro il bambino inteso non come contenitore da riempire di nozioni ma come individuo portatore di diritti e di enormi potenzialità e una educazione fondata su ascolto, relazione, creatività, partecipazione e capacità di fare comunità”.

“Una scelta rivolta al futuro – ha continuato il sindaco Massari – per migliorare l’umanità, per dare indistintamente a tutti i bambini un’educazione pubblica di qualità, mettendo al centro i diritti di tutti, per una cittadinanza piena che coinvolge ogni aspetto della vita comunitaria: dai servizi sanitari, allo sport, ai servizi culturali. Questo è il rapporto e lo scambio che da sempre c’è tra la città e il suo sistema educativo, in cui la scuola è un bene comune di tutta la comunità, in cui si costruiscono relazioni e cittadinanza”. Il sindaco ha poi ricordato il ruolo fondamentale della partecipazione dal basso dei cittadini: una storia di comunità che, dal dopoguerra a oggi, è parte fondante del sistema dei nidi e delle scuole d’infanzia comunali.

“La visita della Principessa del Galles – ha detto l’assessora Marwa Mahmoud – rappresenta per Reggio Emilia un riconoscimento storico. È un momento che parla della storia, della forza e della credibilità internazionale del Reggio Emilia Approach. Un’esperienza educativa nata nella nostra città, cresciuta grazie a un’intera comunità e oggi guardata con attenzione in tutto il mondo. Per questo sarà fondamentale continuare a investire nella relazione con il Royal Foundation Centre for early childhood, affinché da questo incontro possano nascere futuri percorsi di condivisione, confronto e scambio reciproco sui temi dell’educazione, dell’infanzia e della partecipazione”.

“Il Reggio Emilia Approach è il frutto di una storia democratica – ha continuato l’assessora Mahmoud – che ha radici profondissime nella storia della nostra città. Una storia che parte dal secondo dopoguerra, dalle lotte e dalla determinazione delle donne, attraversa le stagioni di grande impegno civile degli anni Settanta e Novanta, e arriva fino alla nascita e allo sviluppo di Reggio Children. Per questo l’incontro con Ione Bartoli, Eletta Bertani e Carla Neroni ha un significato speciale. Sono tre donne che custodiscono e raccontano passaggi fondamentali della nostra storia collettiva. Attraverso le loro voci è possibile ripercorrere le tappe che hanno portato Reggio Emilia ad avere nel proprio Dna una dimensione educativa profondamente democratica”.

“I nostri nidi e le nostre scuole dell’infanzia – ha concluso l’assessora Mahmoud – sono luoghi di partecipazione democratica. Luoghi in cui la città ascolta se stessa, registra i cambiamenti, intercetta bisogni nuovi, riconosce le evoluzioni sociali e prova a costruire risposte insieme alle famiglie, al personale educativo, alle istituzioni e alla comunità. Questa è la forza di Reggio Emilia: aver saputo trasformare l’educazione in una infrastruttura civile, sociale e democratica”.

Ione Bartoli ha raccontato in particolare la sua esperienza personale di dirigente politica e pioniera impegnata per l’emancipazione femminile e per i diritti dell’infanzia: fece infatti parte del comitato promotore per la nascita di Reggio Children. Ha poi ricordato la nascita della scuola dell’infanzia comunale “25 aprile” di Cella, costruita dai cittadini con i proventi della vendita di residuati bellici lasciati dai tedeschi in fuga nel 1945.

Carla Nironi ha ricordato la storia dell’occupazione della Villetta, nata da un gruppo di cittadini che occuparono una vecchia casa abbandonata per dare una scuola ai bambini del quartiere, e i progetti e le politiche per l’inclusione per bambini con diritti speciali nei nidi e nelle scuole comunali di Reggio Emilia. Ha inoltre ricordato la storia del nido e della scuola d’Infanzia Allende, che occuparono i locali del convitto De Sanctis all’interno dell’ex manicomio nato per ospitare bambini in difficoltà e soppresso con la Legge Basaglia, simbolo dell’integrazione dei bambini con diritti speciali nella scuola pubblica.

Eletta Bertani si è infine concentrata sul racconto e il significato delle battaglie, che l’hanno vista tra i protagonisti, per l’educazione e i diritti dei bambini, focalizzandosi sulle esperienze che hanno portato alla fondazione di Reggio Children nel 1994: tra queste, la mostra itinerante “I cento linguaggi dei bambini” che dal 1981racconta a migliaia di visitatori in tutto il mondo l’esperienza educativa reggiana attraverso immagini, storie, grafiche, testimonianze.

Dopo il Municipio, la visita della Principessa è proseguita al Centro internazionale Loris Malaguzzi e, successivamente, alla scuola d’infanzia Anna Frank.