C’è qualcosa di preoccupante nel modo in cui Alternativa Civica interpreta il ruolo dell’opposizione. Il diritto di critica non è in discussione: una democrazia senza opposizione è più povera. Ma i post estivi solleticano gli istinti anziché favorire una discussione seria: la visibilità prevale sulla competenza e sul confronto democratico.

Essere opposizione non significa solo denunciare: significa approfondire, proporre, misurarsi con i numeri e assumersi la responsabilità delle alternative.

È qui che emergono le contraddizioni di Alternativa Civica. Sul trasferimento della biblioteca nel Forum, ad esempio, è legittimo dissentire, ma Luca Paterlini non ha indicato costi e benefici della sua alternativa né una destinazione per gli spazi attuali, nonostante la richiesta della maggioranza.

Altrettanto singolare è la critica alle presunte lungaggini degli investimenti.

Programmare un’opera e realizzarla non sono la stessa cosa: progettazione, finanziamenti, autorizzazioni e procedure hanno tempi diversi dal cantiere. Confondere i due piani offre una rappresentazione semplicistica. E se si denuncia la lentezza, quale alternativa concreta si propone?

Nel tempo Alternativa Civica ha ipotizzato l’abbattimento del Forum, la rinuncia al nuovo D’Arzo e la trattativa con le multinazionali dell’agrivoltaico a scapito di Calerno, salvo poi mascherare tale scelta in Consiglio. Noi, con gli approfondimenti necessari, abbiamo ottenuto risultati concreti nel rispetto del mandato.

Sul Forum le contraddizioni sono evidenti: prima l’abbattimento, poi lo scherno verso la sala polivalente, salvo inserirne una nel proprio programma. Oggi il progetto è attaccato per il mutuo, ma l’azzeramento degli interessi non ha avuto lo stesso spazio delle critiche. Una comunicazione selettiva.

Poi c’è lo sguardo deviato. Per Alternativa Civica, il caldo torrido sarebbe quasi responsabilità dell’assessore all’Ambiente. “Prima fate la vostra parte, poi potrete criticare il Governo” è uno slogan inconsistente se ignora le competenze reali di un Comune e le politiche che può attuare.

Alternativa Civica fotografa problemi per descrivere un paese degradato, ma rimanda i cittadini agli uffici. Molte situazioni erano già negli interventi programmati. Informarsi, approfondire, collaborare? Prevale ancora la polemica.

Sui Pioppini, Paterlini ha affidato ai social il proprio dispiacere, ma in otto anni di impegno politico non risultano mozioni, interrogazioni o iniziative specifiche. Certi amori fanno giri immensi e poi ritornano.

Debole anche screditare il piano asfaltature da mezzo milione contrapponendogli uno studio pluriennale: il progetto si basa proprio su professionisti esterni che hanno valutato urgenze e interventi. Il copione è sempre lo stesso: il Forum è prioritario finché si interviene; poi vengono scuole e buche; quando parte il piano asfalti, lo si sarebbe fatto meglio.

Alternativa Civica parla di dialogo, ma il confronto richiede contenuti, studio e capacità di misurarsi con la complessità. Se si parla alla pancia, restano denigrazione e populismo al posto delle proposte.

Respingiamo un atteggiamento che rischia di dividere la comunità e allontanare le persone competenti e di buon senso che potrebbero migliorare Sant’Ilario. Per loro la nostra porta sarà sempre aperta.

Gruppo Consiliare di Sant’Ilario Futura