L’emergenza climatica in atto pone ormai in modo ineludibile un duplice tema per il nostro sistema scolastico: da un lato la gestione degli spazi con le alte temperature, dall’altro la grave fragilità strutturale dei nostri edifici. Come UIL Scuola Reggio Emilia, pur accogliendo con favore l’apertura del tavolo di confronto con la Provincia e lo stanziamento dei primi fondi per il raffrescamento, esprimiamo una forte e profonda preoccupazione per le condizioni dell’edilizia scolastica del nostro territorio. La “bomba d’acqua” di giovedì 10 settembre che si è abbattuta sul territorio reggiano ha provocato danni ingenti, mettendo drammaticamente in risalto la vulnerabilità delle nostre strutture. A pochissimi giorni dal suono della prima campanella, molti istituti si sono ritrovati a dover fronteggiare l’emergenza di locali allagati. Le segnalazioni e le testimonianze fotografiche che riceviamo quotidianamente da docenti e personale ATA, profondamente preoccupati, descrivono una situazione critica:
Al Convitto Corso di Correggio si registrano danni ingenti nei locali seminterrati, che ospitano spazi fondamentali come la cucina e il guardaroba dei convittori.
Alla scuola Ariosto dell’istituto Einstein – attualmente utilizzata anche dalle classi del plesso Marconi della Da Vinci, in fase di ristrutturazione – si sono verificati crolli di controsoffitti e danni strutturali pesanti.
Va dato atto ai Comuni del reggiano di essersi attivati con estrema prontezza per far fronte a questa emergenza. Tuttavia, il nodo critico resta l’assoluta fragilità strutturale degli edifici: se soli 33 mm d’acqua sono in grado di causare danni di questa portata, non osiamo immaginare le conseguenze di temporali di maggiore intensità. Dal freddo al caldo estremo: un’emergenza continua
Il tema della pioggia si lega a doppio filo a quello del caldo asfissiante. Condividiamo la posizione emersa in commissione regionale dall’assessora alla Scuola Isabella Conti: per risolvere il problema delle temperature nelle aule occorre superare la logica degli interventi d’urgenza e predisporre un piano strutturale. Le scuole devono poter diventare veri e propri “rifugi climatici”. I Comuni, da soli, non hanno le risorse necessarie per affrontare questa transizione verde e provvedere al condizionamento sostenibile. Come ricordato in Regione, i 20 milioni di euro stanziati dal ministro Valditara per il condizionamento e il raffrescamento si traducono in poco più di 50 euro per ogni scuola, una cifra del tutto inadeguata, specie considerando i costi delle bollette
Non è più tempo di rimpalli di responsabilità o di risposte emergenziali. Il diritto allo studio degli studenti e il diritto a un luogo di lavoro sicuro per docenti e personale ATA passano inevitabilmente dalla sicurezza degli edifici.
La Uilscuola di Reggio Emilia chiede con urgenza:
– Un piano straordinario, a vari livelli, provinciale, regionale e nazionale, per l’edilizia scolastica, che vada oltre i fondi PNRR e che metta al centro l’adattamento climatico degli edifici (isolamento termico, impermeabilizzazione, messa in sicurezza).
– Un monitoraggio immediato e trasparente delle condizioni strutturali di tutti i plessi della nostra provincia.
– Soluzioni definitive e non più cerotti temporanei per garantire che l’apertura delle scuole avvenga in condizioni di totale salubrità e sicurezza, sia in caso di piogge torrenziali che di ondate di calore.
La UIL Scuola Reggio Emilia continuerà a monitorare la situazione, al fianco dei lavoratori e delle famiglie.
Dichiarazioni di Luigi Fiorentino – Responsabile Provinciale UIL Scuola Reggio Emilia


