Sono giorni davvero grevi quelli che stanno impegnando radicalmente il tessuto civile della nostra città. Mai avremmo pensato che si sarebbe presentata una linea d’ombra nel cuore stesso del sistema educativo reggiano, e per di più su una faglia che riguarda, senza entrare nel merito, un genocidio in atto e insegnanti ospiti provenienti da istituzioni che comunque hanno a che vedere, anche solo indirettamente, con quel contesto.
Lo diciamo chiaramente: di fronte alla Storia non c’è protocollo che tenga. Se una cosa ci ha insegnato l’orrore della Shoah è che le responsabilità sono sempre in prima istanza ed inderogabilmente individuali. Proponiamo per tanto, al fine di poter elaborare questa delicata vicenda in maniera pubblica e democratica, di organizzare una serie di proiezioni del film Naza, proprio al Centro Malaguzzi, rivolgendo l’evento in prima istanza alla scuole reggiane.
Quale valenza formativa migliore, in un’ epoca in cui la rassegnazione e l’indifferenza soffocano le coscienze, ammaestrandole ad una cieca obbedienza ed alla deresponsabilizzazione acritica, di quella di poter ragionare assieme intorno alle sollecitazioni che un documento che non esito a definire, per quei nessi che lucidamente pone in rilievo rispetto alla “banalità del male”, al pari del processo Eichmann? Il trauma per il popolo ebraico e per quello palestinese deve divenire sorgente di trasformazione in un orizzonte di giustizia autentica e “pace perpetua”. Nella nostra piccola comunità invece il trauma che si è venuto a determinare deve essere occasione propizia per rigenerare la nostra attitudine alla partecipazione attiva per una trasformazione profonda e consapevole della nostra stessa idea di cittadinanza.
Marco Cosentina – Cobas Scuola Reggio Emilia


