L’agricoltura sta entrando nel pieno delle sue attività, la stagione estiva è arrivata ed è di tutti la voglia di frutta e verdura succosa e colorata. Tutto ciò non accade per caso: servono gli agricoltori e l’acqua, due ingredienti fondamentali e imprescindibili.

Oggi si è riunita l’assemblea annuale dei dirigenti di Coldiretti Reggio Emilia per fare il punto sull’attività sindacale e sulla situazione economica dei settori e delle produzioni locali.

L’agricoltura reggiana conta una plv agricola 2024 pari a circa 900 milioni di euro e rappresenta il 15% di quella regionale. Reggio Emilia è una delle prime province italiane per produzione di latte destinato a Parmigiano Reggiano con una elevata specializzazione zootecnica, una importante produzione vitivinicola e una significativa presenza di foraggere e cereali a servizio della filiera lattiero-casearia.

È intervenuto, in conclusione del momento assembleare, Luca Lombroso, meteorologo AMPRO e divulgatore ambientale per approfondire con i dirigenti di Coldiretti Reggio Emilia alcune importanti e attualissime riflessioni e gli impatti sul nostro territorio: piogge intense, eventi estremi, cambiamenti climatici, disponibilità d’acqua.

«L’agricoltura è al tempo stesso vittima e parte della soluzione della crisi climatica dichiara Lombroso. Il riscaldamento globale colpisce in modo particolarmente evidente il bacino padano – continua il meteorologo – ma non significa soltanto temperature più elevate. Le conseguenze comprendono anche una crescente variabilità meteoclimatica e un maggior rischio di eventi estremi. Per il mondo agricolo – precisa – questo si traduce nella necessità di contribuire a “gestire l’inevitabile ed evitare l’ingestibile”, adattandosi ai cambiamenti in atto e valorizzando gli strumenti della meteorologia, della climatologia e dell’innovazione per ridurre i rischi e costruire resilienza».