“Le tariffe rifiuti arrivano nei Consigli comunali a decisioni già assunte, ma sono i Comuni a sostenere lo sforzo economico maggiore nel ridurre gli aumenti rispetto a quanto fa lo Stato centrale o le Regioni.
Questo dato oggettivo deve emergere con maggiore forza e serve un protagonismo maggiore di ANCI, l’Associazione che rappresenta i Comuni, anche nel pretendere un confronto preventivo con ARERA (l’Autorità di regolazione per l’Energia e l’Ambiente) nel momento in cui vengono definite le regole e non dopo, quando sono già state decise e portate sul tavolo degli amministratori”.
A Sant’Ilario, come già avvenuto in altri Comuni, arriva una tariffa maggiormente collegata alla quantità di rifiuti prodotta: chi produce meno sostiene un costo minore, vedendo così riconosciuto un comportamento virtuoso, ma il sindaco Marcello Moretti invoca un maggiore coinvolgimento dei Comuni, che sostengono il costo della manovra, nella stesura delle norme. È la principale novità del nuovo sistema relativo alla tariffa rifiuti, approvato dal Consiglio comunale di Sant’Ilario e ormai prossimo all’entrata in vigore.
Nel corso della seduta, il Consiglio ha discusso anche il nuovo regolamento per l’applicazione degli sconti sulla TARI. La proposta della Giunta amplia le fasce che potranno beneficiare delle agevolazioni e destina circa 39mila euro di risorse comunali alla mitigazione degli aumenti per le famiglie in possesso dei requisiti: 5mila euro in più rispetto allo scorso anno.
Un impegno economico rilevante, al quale si aggiungono altri 101mila euro messi a bilancio dal Comune per la copertura degli eventuali insoluti. Risorse sensibilmente superiori rispetto a quelle stanziate dagli altri livelli istituzionali: circa 8mila euro dallo Stato e 24mila euro dalla Regione.
Per il prossimo anno è previsto un incremento medio della Tari del 4,43%, determinato principalmente da un meccanismo automatico collegato all’inflazione e all’aumento dei costi energetici certificati dal gestore. La struttura tariffaria e i limiti agli incrementi sono infatti definiti a livello nazionale attraverso le disposizioni di Arera, con margini di intervento limitati per le amministrazioni comunali.
La proposta relativa agli sconti è stata approvata all’unanimità. Sulla tariffa, invece, Alternativa Civica ha espresso voto contrario, sostenendo la necessità di un intervento comunale più consistente per sterilizzare gli aumenti, mentre Azione ha votato a favore, riconoscendo che il meccanismo di determinazione dei costi è in larga parte automatico e stabilito a livello nazionale.
Il Consiglio comunale ha comunque approvato all’unanimità la posizione espressa dall’Assemblea dei sindaci reggiani e trasmessa alla Regione e al Governo. I Comuni chiedono che l’onere degli interventi per contenere le tariffe non ricada quasi esclusivamente sugli enti locali: lo Stato stabilisce le regole sulla composizione dei costi e sui limiti agli aumenti, mentre le Regioni definiscono le politiche impiantistiche, gli obiettivi e i criteri di premialità. Se le risorse disponibili non crescono insieme al numero dei Comuni virtuosi, il contributo riconosciuto a ciascun territorio è destinato a diminuire.
“Il nuovo sistema introduce una tariffa più puntuale e coerente con un principio semplice: minore è la quantità di rifiuti prodotta, minore è il costo sostenuto – ha dichiarato il sindaco Marcello Moretti –. Come Comune abbiamo compiuto uno sforzo importante, destinando una somma di rilievo ad ammortizzare l’aumento dei costi. Non è però sostenibile che siano quasi esclusivamente gli enti locali a farsi carico degli interventi per contenere gli aumenti. Lo Stato, che definisce gran parte delle regole del sistema, dovrebbe intervenire con risorse adeguate e con agevolazioni proporzionate alla situazione reddituale di cittadini e imprese, su questo chiediamo all’Associazione che rappresenta i Comuni un cambio di passo in base a quanto il Consiglio Comunale di Sant’Ilario ha condiviso in modo unanime”.


