
Care studentesse, cari studenti,
care e cari insegnanti,
care famiglie,
L’inizio di un nuovo anno scolastico è un’occasione per guardare al futuro, ma anche per riflettere sul territorio in cui le nuove generazioni sono chiamate a crescere, formarsi e costruire il proprio percorso. Prima di provare a vedere quello che ancora non c’è, dobbiamo imparare a comprendere ciò che già esiste.
Reggio Emilia è uno dei grandi territori industriali italiani. Questo primato non è una formula celebrativa. È fatto di imprese, lavoro, competenze tecniche, capacità di esportare e di trasformare continuamente prodotti e processi.
Molte aziende reggiane hanno raggiunto dimensioni importanti e costruito stabilimenti, reti commerciali, collaborazioni e relazioni in ogni parte del mondo. Nello stesso tempo, decine di imprese presenti nel nostro territorio fanno capo a gruppi multinazionali. Il sistema industriale reggiano è dunque profondamente radicato qui, ma già pienamente inserito nell’economia globale. Per un giovane, partire da Reggio Emilia non significa essere confinato a Reggio Emilia.
Questa realtà, che appartiene alla nostra storia e vive accanto a noi, rimane tuttavia poco conosciuta proprio dai giovani chiamati a rinnovarla.
Meccatronica, digitale, automazione e intelligenza artificiale non rappresentano un mondo separato da questa storia. Ne sono la nuova frontiera, sulla quale l’economia e la società reggiane sono chiamate a misurarsi. Sono ambiti che appartengono per definizione ai giovani, perché saranno loro a trasformarli in nuovi lavori, nuove imprese e nuovi modi di vivere e produrre.
Conoscere l’industria reggiana non significa dunque soltanto scoprire quali professioni offre oggi. Significa capire come sta cambiando, quali problemi deve affrontare e quali conoscenze saranno necessarie domani. È da questa consapevolezza che possiamo cominciare a immaginare quello che ancora non c’è.
La scuola non deve inseguire ogni cambiamento né formare lavoratori pronti all’uso. Deve preparare persone libere, capaci di comprendere la realtà, formulare domande, mettere alla prova le risposte e continuare a imparare. Per questo non esiste una gerarchia tra cultura scientifica e umanistica. Le tecnologie hanno bisogno di competenza, ma anche di creatività, responsabilità e senso critico.
Anche la produttività, della quale il nostro Paese ha urgente bisogno, comincia da qui. Non significa chiedere alle persone di lavorare di più, ma creare più valore attraverso la conoscenza, l’innovazione e una migliore organizzazione del lavoro.
Il rapporto tra scuola e industria deve fondarsi su una responsabilità reciproca. Le imprese non possono limitarsi a chiedere competenze: devono aprirsi, ascoltare i giovani, investire nella loro formazione e trasformarne la preparazione in lavoro qualificato e possibilità di crescita.
Nel prossimo mese di ottobre prenderà il via Giovani & Industria, l’iniziativa annuale con cui Confindustria Reggio Emilia mette in relazione studenti, scuole e imprese. Non sarà una semplice vetrina, ma un’occasione per conoscere da vicino la fabbrica contemporanea e per aiutare le imprese a comprendere meglio le aspirazioni delle nuove generazioni.
A ragazze e ragazzi rivolgo lo stesso invito: ogni scelta che dovrete fare nel vostro percorso di studi fatela liberamente, senza lasciare che stereotipi e vecchie gerarchie decidano al vostro posto. Non esistono percorsi maschili o femminili, né studi di serie A e di serie B. Mi vengono in mente le parole di una mia professoressa allo Spallanzani che non perdeva occasione per esprimerci il seguente pensiero: “Abbiate ambizioni e coltivatele, soprattutto in questa parte della vostra vita e non solo, perché a scegliere scorciatoie si può fare più in fretta, ma spesso non si va più lontano”.
Agli insegnanti va la nostra gratitudine. Alle famiglie chiedo di accompagnare le decisioni dei figli con fiducia e mente aperta.
Buon anno scolastico. Per vedere quello che ancora non c’è, cominciamo insieme dal conoscere meglio ciò che siamo.
Alessandro Malavolti – Presidente Confindustria Reggio Emilia


