Con le querele sporte ai 9 attivisti del bosco di Ospizio, Conad si prepara a radere al suolo l’area: non è solo un attacco all’ambiente, è anche un colpo inferto alla salute e al futuro della nostra comunità, con il placet dell’amministrazione.
In un anno intero in cui l’azienda è rimasta silente di fronte agli appelli e alle richieste di confronto, si fa viva alfine con delle denunce per criminalizzare chi difende la collettività invece di rispondere alle domande della cittadinanza.
Ma non stupisce: se un’impresa privata, forte dei diritti edificatori acquisiti, può stravolgere l’assetto urbano, incidere sulla qualità della vita e incriminare chi difende in maniera pacifica e nonviolenta il territorio, è perchè chi amministra la città e i diritti dei suoi abitanti, le ha dato questo potere vendendole quell’area pubblica, consegnando un bene comune nelle mani del mercato e spalancando le porte alla speculazione. La stessa amministrazione comunale, nel 2019, con una mano confermava il progetto cementificatorio, mentre con l’altra approvava una mozione per dichiarare l’emergenza climatica a Reggio Emilia.
Perchè è così che funziona ormai da anni la politica locale: si evocano a vuoto parole d’ordine come emergenza climatica, transizione ecologica e sostenibilità, mentre nei fatti si favorisce l’economia del cemento. E’ lo stesso paradigma ecocida che, in tutta la Regione, colonizza territori e sacrifica aree verdi in nome del profitto privato, compromettendo la qualità della vita e la salute di tutte e tutti.
E’ troppo facile puntare il dito contro chi si oppone a un progetto insensato e distruttivo e perpetrare la narrazione di una lotta ambientale in contrasto con le esigenze sociali della città. In realtà è esattamente il contrario: il Comitato per il Bosco di Ospizio sta difendendo un polmone verde che garantisce benessere, qualità dell’aria e vivibilità in una delle zone più inquinate d’Europa. L’alternativa che ci viene proposta è chiara: presto al posto del canto degli uccelli, della frescura dell’ombra e di aria purificata a gratis, gli abitanti del quartiere riceveranno il rumore delle auto in coda per il parcheggio, le esalazioni dei tubi di scappamento e il calore del cemento sotto il sole cocente dell’estate padana.
Potere al Popolo Reggio Emilia esprime piena solidarietà agli attivisti colpiti da queste querele intimidatorie e resta, come dal primo momento, unito alla loro battaglia.
Continueremo a denunciare le responsabilità di chi ha permesso questo scempio e a costruire un’alternativa che metta al centro le persone, l’ambiente e la giustizia sociale.
Il bosco di Ospizio va difeso e tutelato.
Chi ne causerà la distruzione dovrà inevitabilmente rispondere alla città del danno inflitto al suo futuro.
Potere al Popolo Reggio Emilia e provincia