Attacco senza precedenti da parte del gruppo palestinese di Hamas nei confronti di Israele. Lanciati migliaia di razzi e avviata un’incursione armata a cui Israele sta rispondendo con ogni forza, richiamando riservisti da tutto il mondo.

Alle 7 del mattino di sabato 7 ottobre, giorno di Shabbat, Israele si sveglia in guerra.
A 50 anni esatti dalla guerra israelo-araba del Kippur (conflitto armato combattuto dal 6 al 25 ottobre 1973 tra una coalizione araba, composta prevalentemente da Egitto e Siria, e Israele) il Movimento di Resistenza Islamica (Hamas) che controlla la Striscia di Gaza Hamas, ha lanciato un attacco senza precedenti nei confronti di Israele lanciando migliaia di razzi seguiti e incursioni militari in particolare al sud del paese dove sono in corso numerosi conflitti a fuoco causando nelle prime 24 ore circa 300 morti, 1.600 feriti, molti dei quali gravi e decine di ostaggi civili portati a Gaza. Numerosi civili -compresi donne e bambini- sono stati uccisi nelle loro case e per le strade, mentre giovani studenti sono stati presi di mira dai terroristi durante una grande festa che si stava celebrando nel deserto.

L’attacco militare è stato rivendicato dal capo dell’ala militare di Hamas a Gaza Mohammad Deif che in un comunicato ha annunciato l’operazione “Tempesta Al-Aqsa Flood”: “Nel primo attacco durato 20 minuti abbiamo sparato oltre 5.000 razzi. L’operazione rappresenta una reazione alla profanazione dei luoghi santi a Gerusalemme e al costante rifiuto da parte di Israele di liberare i nostri prigionieri. Oggi inizia la storia migliore e più onorevole”.

La reazione di Israele non si è fatta attendere. L’esercito ha chiamato in servizio numerosi riservisti lanciando l’operazione ancora in corso “Spade di Ferro” con il lancio di oltre 2.000 missili verso Gaza e combattimenti in 7 località israeliane. Il premier Benjamin Netanyahu ha dichiarato alla nazione: “Cittadini di Israele, siamo in guerra e non è solo un’operazione, è proprio una guerra.Tutto il potere dell’IDF per distruggere la violenza di Hamas.Una vicenda così non accadrà ami più”. “Hamas vuole ucciderci tutti. È un nemico che rapisce anziani, bambini, ragazze, un nemico che massacra e trucida i nostri civili, e i nostri bambini, che volevano semplicemente godersi la vacanza”.
Sul piano politico il premier ha proposto all’opposizione di entrare nel Governo per far fronte uniti al violente attacco. Invito accolto immediatamente.

Nella Striscia di Gaza ora il bilancio è di 232 le persone uccise e 1.650 ferite dalla risposta dei militari israeliani all’attacco a sorpresa di Hamas.

Unanime la condanna internazionale. Russia, Ucraina, Usa, Unione Europea e l’Italia hanno espresso il proprio stupore per questo attacco improvviso chiedendo una rapida risoluzione e la fine degli scontri. Dalla Farnesina il Ministro degli Esteri antonio Tajani ha diramato una nota in cui “Il Governo italiano condanna con la massima fermezza gli attacchi a Israele. Sono a rischio la vita delle persone, la sicurezza della regione e la ripresa di qualsiasi processo politico. Hamas cessi subito questa barbara violenza. Sosteniamo il diritto di Israele ad esistere e difendersi”.

Nel frattempo Israele ha schierato quattro divisioni di riservisti al confine di Gaza, unendosi ai 35 battaglioni già presenti sul posto.
Riservisti non solo israeliani, ma da tutto il mondo. L’invito è stato rivolto anche a due reggiani, un uomo e una donna. Quest’ultima, contattata dalla redazione, sta decidendo in queste ore: “Innanzitutto mi fa piacere la netta presa di posizione del Governo italiano di solidarietà nei confronti di Israele che sta subendo un attacco senza precedenti. I riservisti stanno rispondendo positivamente da tutto il mondo. Mi è stato chiesto di andare ad aiutare i civili, in particolare donne e bambini, al sud del paese. Sto decidendo… Certo è che l’intelligence israeliana, fino a ieri la migliore al mondo, non ha saputo intercettare un assalto pianificato meticolosamente da molto tempo con cellule in territorio israeliano che sono riuscite ad intrufolarsi quasi indisturbate”. “Aggiungo un’informazione che non è ancora emersa negli organi di informazione: nei giorni precedenti sabato sembrava si stesse formando una “strana pace”…dopo il violento attacco viene da pensare che quel finto dialogo fosse il preludio per far abbassare la guardia”.
“Il momento è molto difficile –conclude la riservista-, persone in loco mi stanno riferendo uno scenario molto più grave di quello che apprendiamo dai media tradizionali. Terroristi che si sono insediati in località israeliane fanno irruzione nelle case mettendo in atto violenze inaudite, sterminando donne, anziani e bambini”.

Marina Bortolani
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La Striscia di Gaza: si tratta di un territorio da anni in tensione, oggetto di contesa tra Israele e le autorità palestinesi. La Striscia di Gaza confina a sud-ovest con l’Egitto e a est con Israele che la ottenne nel 1967 dopo aver vinto la guerra proprio contro l’Egitto. E’ un territorio di circa di 360 chilometri quadrati con 1,8 milioni di abitanti palestinesi.
Dopo 40 anni che Israele ha occupato il territorio, nel 2005 ha deciso di smobilitare le proprie colonie ritirando i militari. Così il governo della Striscia fu lasciato nelle mani dell’Autorità Palestinese, organizzazione politica che nel tempo si è indebolita sempre di più tanto da essere cacciata via da Hamas nel 2007. Hamas oggi controlla il territorio, tra molte difficoltà dovute dell’embargo di Israele sia via terra che mare.

Hamas: è l’acronimo del Movimento di Resistenza Islamica (Harakat al-Muqawwama al-Islamiyya).Organizzazione religiosa islamica palestinese di carattere paramilitare e politico, considerata gruppo terroristico da Israele e dai Paesi occidentali. L’obiettivo di Hamas è costringere lo Stato di Israele a ritirarsi dai territori occupati nel 1967 e costituire uno Stato islamico nei confini della Palestina storica.

Mossad: in italiano “mossad” significa “istituto”. Si tratta dell’Istituto/agenzia per l’intelligence e servizi speciali israeleiani. In particolare un servizio segreto dello Stato d’Israele, focalizzato sulle operazioni all’estero. Il Mossad è separato dalle istituzioni democratiche israeliane, nessuna legge ne definisce lo scopo, gli obiettivi, i ruoli, le missioni, i poteri o il bilancio ed è esente dalle leggi costituzionali dello Stato di Israele. Il Mossad è posto nel bilancio del ministero degli Esteri, ed è ufficialmente un servizio “civile” che non utilizza i gradi militari. Ad oggi conta circa 1.200 persone scelte che ne fanno parte.