Il progetto delle due nuove tangenziali e l’espansione della Cava Spalletti, elaborato dal Comune di Montecchio, si scontra con i danni all’ambiente che queste mega opere comportano.Oltre all’inevitabile consumo di suolo e l’eliminazione di preziosi e rari prati stabili, il dibattito dei cittadini che protestano, si sta concentrando sull’eliminazione di 52 grossi tigli, che da 70- 80 anni vegetano in filare in via Curiel. Sono stati infatti messi a dimora nei primi anni del dopoguerra ed hanno raggiunto dimensioni ragguardevoli; in molti punti le loro chiome si sono intrecciate fornendo un gradevole di ombra in qualsiasi ora del giorno.
Questo lungo viale alberato, attraversato da generazioni di montecchiesi, ma non solo, non è solo percepito come un semplice filare stradale, ma è diventato un pezzo dell’identità del paese. Gli alberi destinati a essere abbattuti per fare spazio allo svincolo della futura tangenziale sud-ovest, vicino al ponte sull’Enza, erano inizialmente 90, poi il numero è sceso a 52.
“Il progetto della tangenziale prevede la piantumazione di decine di nuovi alberi e centinaia di arbusti anche per ridurre l’impatto dell’intervento” così si giustifica l’Amministrazione, che sottolinea che l’opera pubblica è attesa da anni e già finanziata. Visto il valore ambientale, paesaggistico e anche affettivo di tutti questi alberi credo sarebbe opportuno, con esperti non solo di parte, trovare una soluzione per salvare questo importante patrimonio verde di Montecchio rivedendo l’attuale progetto.
Una considerazione personale: viste le dimensioni degli alberi esistenti che intendono sacrificare, che forniscono ogni giorno tonnellate di ossigeno e che catturano anidride carbonica e polveri sottili, per la compensazione di fuscelli, come di solito mettono, ne occorrono decine e decine migliaia e forse non è sufficiente tutto il territorio comunale per contenerli.
Ugo Pellini


