La visita della Principessa di Galles a Reggio Emilia è per noi un onore straordinario e una responsabilità che sentiamo con chiarezza. Ma è anche, e forse soprattutto, un’occasione di confronto autentico. Ciò che ha costruito il Royal Foundation Centre for Early Childhood — restituire alla dimensione emotiva e relazionale dell’infanzia la centralità che le appartiene — risuona profondamente con quello che questa città pratica da decenni nelle sue scuole e che Reggio Children porta nel mondo attraverso la formazione, le mostre, l’editoria, gli atelier e la ricerca e una rete di relazioni con istituzioni educative in ogni continente.
Il mandato di Reggio Children nasce da una convinzione che è prima di tutto politica: i bambini e le bambine sono soggetti di diritti, portatori di pensiero e di linguaggi molteplici. Difendere questa visione significa riconoscere l’infanzia come tempo fondativo dell’esistenza umana.
L’approccio reggiano è, nella sua essenza, un pensiero ecologico. Pone le relazioni al cuore di ogni esperienza educativa — non come metodo, ma come visione del mondo. Ogni bambino e ogni bambina esistono in una rete continua di connessioni: con gli altri, con gli spazi, con le cose, con il vivente. Questa consapevolezza ci ha portato, negli ultimi anni, a mettere sempre più a fuoco il rapporto tra infanzia e natura: non come tema da affiancare alla didattica, ma come prospettiva irrinunciabile. I bambini non osservano la natura da fuori: ne sono parte. Riconoscere questo significa cambiare profondamente lo sguardo educativo. È il filo che attraversa anche il nostro libro Con il cuore fuori. Natura e avventura, che proprio in questa occasione presentiamo nella sua edizione in lingua inglese.
Malaguzzi immaginava il Centro Internazionale che porta il suo nome come un golfo: un luogo di approdo e di scambio, non un archivio di risposte già date. È in questo spirito che accogliamo chi viene qui a cercare qualcosa — non per esportare un modello, ma per aprire un dialogo. Ogni contesto deve adattare, reinterpretare, trovare il proprio cammino. È quello che speriamo possa nascere anche da questo incontro straordinario.


