La settimana scorsa si è riunito il Consiglio dAmbito di Atersir per l’approvazione del Piano Economico Finanziario relativo alla gestione del servizio rifiuti del bacino Iren di Reggio Emilia per il biennio 2026-2027.

La proposta tecnica elaborata da Atersir, secondo quanto previsto dalla normativa nazionale di Arera (Autorità di Regolazione per Energia, Reti e Ambiente), prevede per il 2026 un incremento medio dei costi di gestione del 4,6% rispetto al 2025. Una crescita che, precisano i sindaci del territorio, non è legata a inefficienze del sistema locale o a scelte discrezionali dei Comuni, ma è conseguenza diretta dellaumento generalizzato dei costi registrato negli ultimi anni.

A incidere maggiormente sullincremento vi sono infatti l’inflazione riconosciuta dal modello tariffario nazionale MT-3 (pari al 3,2%), il forte aumento dei costi di trasporto e del carburante, che impattano direttamente sulla raccolta e movimentazione dei rifiuti, il rinnovo dei contratti dei lavoratori degli operatori impegnati nel servizio e ladeguamento dei costi legati ai servizi aggiuntivi attivati negli anni precedenti.

Un elemento spesso poco noto ma rilevante riguarda il fatto che il sistema tariffario nazionale prevede che i costi dei servizi introdotti in un determinato anno vengano riconosciuti solo due anni dopo: ciò significa che parte degli incrementi del 2026 è legata a servizi attivati nel 2024 per migliorare raccolta, pulizia e qualità ambientale del territorio.

Sappiamo bene – spiegano i sindaci del bacino reggiano – che ogni aumento genera preoccupazione e possibili malumori. Per questo riteniamo importante spiegare con trasparenza che non ci troviamo di fronte a rincari determinati da sprechi o da una cattiva gestione locale, ma a costi nazionali e strutturali che tutti i territori italiani stanno affrontando. Il nostro compito è stato e continua a essere quello di contenere il più possibile gli aumenti, Rivendicando gli obiettivi ambientali raggiunti e puntando a migliorare la qualità e a efficientare ulteriormente il servizio”

Dati alla mano, un sistema tra i più efficienti del Paese

I dati confermano infatti come il sistema reggiano continui a rappresentare una delle esperienze più avanzate del Paese. Secondo le ultime rilevazioni ISPRA, la provincia di Reggio Emilia raggiunge l’84,3% di raccolta differenziata, ben al di sopra della media regionale (78,9%) e nazionale (67,7%), con circa 657 chilogrammi pro capite di rifiuti differenziati e appena 120 chilogrammi di indifferenziato per abitante.

Un risultato ancora più significativo se si considera che il territorio reggiano registra una delle più alte produzioni di rifiuti urbani in Italia, pari a 780 chilogrammi pro capite, contro una media nazionale di 508.

Nonostante questo, il sistema regionale emiliano-romagnolo mantiene costi medi di gestione inferiori rispetto alla media italiana: 32,8 eurocent per chilogrammo contro i 41,8 eurocent nazionali. Un dato che dimostra come il modello fondato sulla raccolta differenziata spinta e sul recupero dei materiali sia sì più complesso, ma anche più efficiente e ambientalmente sostenibile.

“La transizione ecologica ha inevitabilmente un costo – aggiungono i sindaci – ma produce benefici enormi in termini ambientali, minore ricorso alle discariche e maggiore recupero di materia. Senza il lavoro quotidiano di cittadini, famiglie e imprese nel differenziare correttamente i rifiuti, i costi sarebbero oggi ancora più elevati”.

Una richiesta politica a Regione e Governo

Contestualmente all’approvazione del PEF, il Consiglio Locale e il Consiglio d’Ambito hanno condiviso la necessità di aprire un confronto con la Regione Emilia-Romagna e con il Governo affinché venga riconosciuto il valore dei territori che ottengono i migliori risultati nella raccolta differenziata. È stata avanzata una richiesta di incontro all’assessora Irene Priolo e sarà promosso un confronto con il Ministero competente per introdurre meccanismi premiali a favore dei Comuni e dei cittadini più virtuosi.

Dichiarazione dell’assessore Davide Prandi

«Quando aumentano inflazione, carburanti e costo del lavoro nessun amministratore può far finta che il problema non esista. La politica però può scegliere se scaricare tutto sui cittadini oppure assumersi la responsabilità di contenerne gli effetti.


Il lavoro svolto dal Consiglio Locale e dal Consiglio d’Ambito va esattamente in questa direzione. Abbiamo mantenuto gli investimenti necessari a migliorare il servizio contenendo gli effetti del caro prezzi.


Allo stesso tempo continuiamo a rafforzare le politiche redistributive. Oltre ottomila famiglie nel solo comune di Reggio Emilia riceveranno automaticamente un sostegno economico sulla tariffa rifiuti. È una scelta politica precisa: chi attraversa maggiori difficoltà deve essere aiutato nell’accesso ai servizi essenziali.


Ora chiediamo che Regione e Governo riconoscano il merito delle comunità che fanno bene la raccolta differenziata. La sostenibilità deve diventare anche una leva di giustizia e di equità.

Chi fa bene deve essere sostenuto di più. I cittadini reggiani stanno facendo uno sforzo importante e il sistema pubblico deve continuare a riconoscere e premiare questo impegno».

Dichiarazione di Fabio Testi

Sindaco di Correggio e Coordinatore del Consiglio Locale

«Grazie al lavoro di confronto tra Atersir e Gestore si è arrivati a un aumento nel biennio contenuto e del tutto riconducibile a fattori esterni quali l’inflazione e i necessari rinnovi contrattuali delle aziende del settore. Ogni Comune è stato coinvolto dai tecnici Atersir nella verifica dei valori del Piano Economico Finanziario, sia per controllare i numeri e i servizi attivi sia per chiarire meglio l’origine di determinati valori definiti dalla normativa Arera.

I valori raggiunti a livello provinciale di raccolta differenziata e la forte riduzione del quantitativo procapite di indifferenziato residuo, testimoniano la correttezza della scelta del modello di gestione adottato dall’assemblea dei sindaci più di 15 anni fa.

L’obiettivo che ci poniamo è di efficientare ulteriormente puntando a migliorare la qualità della frazione differenziata. Confidiamo che la gara di affidamento del servizio possa essere pubblicata entro i prossimi mesi per dare così seguito agli obiettivi che ci siamo prefissati. Nel frattempo ci attiviamo per un confronto con la Regione finalizzato a consolidare i risultati ottenuti e premiare ulteriormente i comuni virtuosi».

Una nuova fase

La partita non si chiude con l’approvazione del Piano Economico Finanziario. Per gli amministratori del bacino Iren questo rappresenta l’inizio di una nuova fase: continuare a migliorare il servizio, mantenere alta l’attenzione sulle famiglie più fragili e portare avanti una vertenza istituzionale affinché i territori più virtuosi non siano penalizzati dagli attuali meccanismi tariffari.

L’obiettivo condiviso è costruire un sistema in cui la qualità della raccolta differenziata, l’impegno dei cittadini e la capacità amministrativa dei Comuni non restino solo un valore ambientale, ma diventino anche un vantaggio economico concreto per chi li produce — trasformando la sostenibilità in una leva di equità, oltre che di tutela dell’ambiente.