Un bilancio delle azioni portate avanti sul territorio per incontrare la cultura giovanile e prevenire il disagio adolescenziale e una prospettiva futura con la creazione di cinque team di prossimità per intercettare i bisogni delle giovani generazioni.

Nella mattinata odierna l’incontro “Traiettorie Urbane. Incontrare e ascoltare persone adolescenti e giovani negli spazi pubblici”, presso il Dipartimento di Educazione e scienze umane di Unimore, ha tracciato il quadro delle politiche socio-educative dedicate ai ragazzi e alle ragazze nella fascia di età dagli 11 ai 25 anni. Interventi che grazie alle pratiche delle Unità educative di strada inserite nei contesti informali e quotidiani in cui vivono i ragazzi producono legami e relazioni di fiducia fra comunità educante e adolescenti.

Grazie alla sinergia tra enti e servizi, l’educativa di strada in città ha intercettato negli ultimi due anni 8000 ragazze e ragazzi, nella fascia compresa tra 11 a 25 anni. Quasi 300 giovani hanno poi trasformato un contatto occasionale in una collaborazione continuativa e significativa. Le uscite settimanali degli operatori, concentrate negli spazi cittadini maggiormente utilizzati dai ragazzi, sono programmate in contesti scolastici e di transito di studenti, come il polo Makallè, Baragalla e la Caserma Zucchi, e su altri territori cittadini come via Compagnoni e Rosta Nuova per la zona sud, Massenzatico e Santa Croce per l’area Nord, il villaggio Stranieri per il Polo est e le zone di Mirandola, Cadè e Orologio per l’area Ovest. Inoltre, una progettazione trasversale degli incontri include la zona stazione, via Dalmazia e il centro storico. Dall’estate 2024 i Servizi Officina educativa e Cura delle persone hanno messo in campo un nuovo progetto di educativa di strada gestito dalle cooperative Papa Giovanni XXIII e Accento, denominato Set Out, che lavora sui territori cittadini, in stretta connessione con i Poli di servizio sociale.

Nel corso di questo anno scolastico, all’interno del progetto StreetIn la Provincia di Reggio Emilia ha potenziato l’intervento di educativa di strada presso il Polo scolastico Makallè, con un ingaggio della cooperativa Papa Giovanni XXIII, che prevede anche un coinvolgimento attivo di studentesse e studenti. L’Ufficio legalità e sicurezza del Comune ha potenziato l’intervento dell’unità nei pressi le fermate degli autobus all’ex caserma Zucchi e in piazzale Europa. Inoltre, è stata avviata anche l’azione di educativa di strada del progetto DesTEENazione, a cura della cooperativa Giro del cielo, con il consorzio Oscar Romero, che partecipa anche alla “cabina di regia” operativa. Infine i Servizi Officina Educativa e Cura delle Persone, coinvolgendo i referenti del Terzo settore, hanno costituito un Tavolo di raccordo delle diverse “educative di strada”, luogo di scambio e attivatore di connessioni, anche in relazione alla nascita dei nuovi Team di prossimità.

Il progetto prevede anche cinque Team di prossimità, composti in modo eterogeneo rispetto alle cooperative aderenti, che corrisponderanno a livello territoriale ai quattro Poli di servizio sociale più un team specifico per la zona stazione. Sarà inoltre individuato un luogo fisico corrispondente che fungerà da “base” per le attività dei team, con l’obiettivo di superare i centri pomeridiani “fissi” e aprire a progettazioni collegate con gli spazi e i luoghi già presenti sul territorio. Il senso del progetto è di comprendere i bisogni delle famiglie e dei bambini per costruire interventi ad hoc tarati sulle esigenze specifiche, lavorando in modo sinergico con le risorse già presenti nei quartieri. Ad oggi sono 195 i bambini e ragazzi che usufruiscono del servizio. Infine in questo filone di azioni andrà a inserirsi il progetto ministeriale Comete che prevede l’attivazione di 60 progetti socio-educativi tesi alla valorizzazione di talenti, desideri e competenze dei partecipanti.

“I principi dell’educativa di strada sono: prossimità e relazione di fiducia; empowerment e partecipazione attiva, flessibilità, prevenzione e riduzione dei danni, mediazione, connessione ai servizi e lavoro di rete – ha spiegato l’assessora alla Cura delle persone Annalisa Rabitti – L’educativa di strada è un’azione a cavallo tra più servizi perché attraversa diverse politiche nell’interlocuzione con le giovani generazioni in un’ottica di lavoro non emergenziale, ma di promozione del benessere e di facilitazione della partecipazione attiva. L’esperienza dimostra che questa modalità di intervento educativo va pensato come prevenzione e non come contenimento di comportamenti giovanili considerati anti-sociali. Si tratta appunto di un’azione educativa e, in quanto tale, volta a generare trasformazioni nei modi di pensare, agire, relazionarsi agli altri e al territorio. Si tratta di lavorare lentamente ma continuativamente sui cambiamenti delle cornici culturali nel tempo”.

“A fine anno scolastico abbiamo scelto di fermarci, in un momento pubblico, per rendere conto di un lavoro che spesso non si vede ma che è tra i più importanti che l’Amministrazione porta avanti: l’attenzione nei confronti delle giovani generazioni – ha sottolineato l’assessora alle Politiche educative Marwa Mahmoud – Dall’estate 2024 il Comune, attraverso i Servizi Officina Educativa e Cura delle Persone, ha messo in campo un sistema strutturato di educativa di strada che mette in dialogo tutti i soggetti coinvolti abbracciando i progetti messi in campo su tutto il territorio. Il metodo è una scelta di campo: andare fisicamente dove le ragazze e i ragazzi stanno davvero — nei parchi, alle fermate, nei piazzali e nei cortili che eleggono a loro spazi — da Baragalla a Massenzatico, dalla stazione al villaggio Stranieri. È questa la nostra idea di prevenzione: non attendere che qualcosa vada storto, ma esserci prima, con la pazienza di chi costruisce fiducia. Gli adolescenti chiedono di essere ascoltati: il nostro compito, come istituzioni e come comunità educante, è farlo concretamente”.

“L’Osservatorio Adolescenti e Giovani di Reggio Emilia è stato istituito dal Comune di Reggio Emilia e dal Dipartimento di Educazione e Scienze Umane, in collaborazione con ASL, Provincia, Provveditorato e Regione, per essere uno strumento a supporto della costruzione delle politiche pubbliche – ha affermato Annamaria Contini, direttrice del Dipartimento di Educazione e Scienze Umane – Anche sul tema affrontato oggi, le aggregazioni giovanili informali, il lavoro dell’Osservatorio, coordinato dalla professoressa Rita Bertozzi, intende mettere in rete le competenze di ricerca per capire meglio i fenomeni, avere un focus mirato sul territorio reggiano, utile per pensare, insieme ai diversi attori del territorio, azioni sinergiche di contrasto del disagio giovanile e di promozione del benessere giovanile”.