Rifondazione Comunista di Reggio Emilia è solidale con tutti i lavoratori interessati dalla Crisi Realco: il concordato ha portato ad una prima asta do solo una piccola parte dei negozi è stata rilevata, ma non dimentichiamo chi è rimasto fuori.
Servono garanzie immediate per i lavoratori ancora senza impiego nella complessa vicenda societaria di Realco che continua a lasciare sul campo ferite aperte per il tessuto sociale ed economico del territorio reggiano. Come già detto sembrerebbe che la prima asta fallimentare abbia permesso un parziale rilevamento e ricollocamento di alcune sedi operative, il risultato complessivo resta ampiamente insufficiente a garantire la salvaguardia occupazionale di tutti i dipendenti.
Oggi, una quota significativa di lavoratori e lavoratrici si trova ancora nell’incertezza più assoluta, senza un impiego e con prospettive future del tutto indefinite. Parliamo di persone che per anni hanno garantito la continuità e la crescita di un’azienda storica, e che ora non possono essere trattate come un semplice “residuo” di una procedura concorsuale.
Le richieste prioritarie
Clausole sociali stringenti: Chiediamo che nei prossimi passaggi d’asta e in qualsiasi futura operazione di cessione o subentro vengano inserite clausole di salvaguardia occupazionale.
Un tavolo di crisi permanente: Sollecitiamo le istituzioni locali, regionali e le rappresentanze sindacali a mantenere attivo e prioritario il tavolo di confronto, monitorando ogni singolo bacino di lavoratori rimasto escluso.
Politiche attive e ammortizzatori: È indispensabile attivare immediatamente percorsi straordinari di formazione, riqualificazione e ricollocazione sostenuta, affinché nessuno venga lasciato solo durante questa transizione.
Fabio Lusetti – Federazione PRC-SE Reggio Emilia


