Confindustria Reggio Emilia
Assemblea Generale 2026
Reggio Emilia 10 luglio 2026
Foto Enrico Rossi

Per molti anni abbiamo pensato che il successo di un’impresa dipendesse soprattutto dalla qualità dei prodotti, dall’innovazione e dalla capacità di stare sui mercati. Tutto questo continua a essere vero. Ma gli ultimi anni ci hanno insegnato che non basta più. La pandemia, la crisi energetica, le guerre, le tensioni commerciali e, più recentemente, quanto sta accadendo nello Stretto di Hormuz, ci ricordano che l’economia mondiale è diventata molto più fragile di quanto immaginassimo. A volte è sufficiente che si blocchi un passaggio marittimo, che venga limitata l’esportazione di una materia prima o che cambi una regola internazionale perché intere filiere entrino in difficoltà.

Per un territorio come quello reggiano questo tema non è affatto teorico. Le nostre imprese esportano in tutto il mondo, acquistano componenti da tantissimi Paesi e fanno parte di catene del valore globali. La nostra forza è sempre stata l’apertura internazionale. Proprio per questo siamo anche più esposti ai cambiamenti che arrivano dall’esterno.
La vera domanda, allora, non è se arriveranno nuove crisi. Arriveranno. La domanda è quanto saremo preparati quando accadrà.
Oggi la competitività non dipende soltanto dall’efficienza o dalla capacità di innovare. Dipende anche dalla velocità con cui un’impresa riesce a adattarsi a uno scenario che cambia continuamente. Ma questo vale anche per un territorio. Un sistema economico locale è forte quando le sue imprese, le istituzioni, le infrastrutture, il mondo della formazione e della ricerca riescono a muoversi nella stessa direzione, interpretando i cambiamenti e trasformandoli in nuove opportunità di sviluppo. Non significa difendersi dal mondo o rinunciare alla globalizzazione. Significa imparare a convivere con l’incertezza, costruendo imprese e sistemi territoriali capaci di reagire rapidamente senza perdere competitività.
Ogni azienda dovrebbe interrogarsi su alcuni aspetti essenziali. Da quali fornitori dipendo davvero? Esistono alternative? Posso utilizzare materiali diversi? Le mie rotte logistiche sono sufficientemente flessibili? Quanto tempo impiegherei a riorganizzarmi se un mercato diventasse improvvisamente inaccessibile?
Sono domande che riguardano le grandi imprese, ma sempre di più anche le piccole e medie aziende. Molte eccellenze del nostro territorio sono leader mondiali in nicchie altamente specializzate. Proprio questa specializzazione rappresenta una forza straordinaria, ma richiede una gestione sempre più attenta dei rischi. Diversificare fornitori, mercati e competenze diventa quindi un investimento, non un costo. Così come investire nella digitalizzazione delle filiere, nella conoscenza dei mercati e nella formazione delle persone.
Anche i rapporti con il sistema pubblico assumono un valore nuovo. Infrastrutture efficienti, energia competitiva, procedure più semplici e una politica industriale stabile incidono direttamente sulla capacità delle imprese di affrontare gli shock internazionali. Allo stesso modo, un territorio che favorisce la collaborazione tra soggetti diversi e che investe nella conoscenza aumenta la propria capacità di adattarsi ai cambiamenti.
Come Confindustria Reggio Emilia vogliamo contribuire a questo percorso. La nostra associazione nasce per rappresentare le imprese, ma oggi può anche aiutare il territorio a leggere le trasformazioni prima che diventino emergenze, favorire la circolazione delle informazioni, mettere in relazione competenze diverse e sostenere una visione condivisa dello sviluppo.
Negli ultimi anni abbiamo imparato che anticipare vale più che rincorrere. È una lezione che non dovremmo dimenticare. L’industria reggiana ha attraversato crisi molto difficili e ne è sempre uscita più forte grazie a una caratteristica che le appartiene da sempre: la capacità di cambiare senza perdere la propria identità. È questo il patrimonio che dobbiamo continuare a coltivare. Il mondo probabilmente resterà instabile ancora a lungo. Ma le imprese e i territori che sapranno leggere in anticipo i cambiamenti, investire nella conoscenza, costruire filiere più solide e rafforzare le proprie relazioni saranno quelli che riusciranno non soltanto a gestire le difficoltà, ma anche a cogliere le opportunità che ogni trasformazione porta con sé.
È questa, credo, la sfida che ci attende. Una sfida che il sistema industriale reggiano, imprese e lavoratori, può affrontare con fiducia, pragmatismo e con quella naturale capacità di adattamento che, da sempre, rappresenta uno dei suoi principali punti di forza.
Alessandro Malavolti – Presidente di Confindustria Reggio Emilia