Dal 1951 al 1973 don Bruno Morini è stato il parroco della comunità di San Giovanni Evangelista in Santo Stefano: ventidue anni che gli hanno permesso di incidere profondamente nel tessuto della parrocchia e di lasciare una preziosa traccia del suo ministero.
In particolare, sotto la sua guida si sono formate generazioni di giovani, che poi divenuti adulti hanno assunto ruoli di responsabilità in campo ecclesiale, associativo, lavorativo, politico, economico.
Nato a Montecchio il 2 ottobre 1920, venne ordinato sacerdote, in piena guerra, dal vescovo Eduardo Brettoni il 27 giugno 1943.
La sua prima destinazione fu la montagna: la parrocchia di Pianzo come curato e quella di Minozzo, sempre come curato fino al 1945. Di Pianzo, poi, divenne dapprima vicario sostituto dal 1944 al 1945, poi economo spirituale e infine rettore dal 1945 al 1951.
Gli oltre quattro lustri trascorsi in Santo Stefano sono stati contraddistinti innanzitutto dalla preghiera e della meditazione della Parola di Dio, dalla capacità di innovare la pastorale; il suo ministero è stato contraddistinto da generosità, impegno, zelo.
Vanno ricordati, a solo titolo di esempio: il FAC (Fraterno Aiuto Cristiano), l’impegnativa mensile per sostenere la comunità parrocchiale, la cura delle liturgie, i campeggi estivi in montagna, l’attività sportiva nel cortile del ritrovo, la Crociata della Bontà, la raccolta natalizia di giocattoli per i bimbi poveri, il catechismo, il “Diario”. E poi, con la riforma liturgica conciliare la preoccupazione di formare adeguati lettori e i canti in italiano per rendere sempre più attiva la partecipazione dei fedeli alla Santa Messa.
Va sottolineato un altro aspetto del parroccato di don Bruno: le ore trascorse nel confessionale e dedicate alla direzione spirituale.
Quanta attenzione ha dedicato al Consiglio Pastorale Parrocchiale, convinto della sua efficacia e importanza per la vita della comunità; sull’argomento aveva scritto un volume.
E poi il contatto personale, il dialogo, il senso dell’amicizia, il sorriso accogliente e nel contempo la capacità di “richiamare” con autorevolezza.
Di questo in tantissimi gli sono debitori riconoscenti.
Nel 1973 manifesta la scelta di ritirarsi per pregare e meditare la Parola a Rossena; diviene nel 1976 economo spirituale a Canossa, Cerredolo dei Coppi e Rossena; quindi rettore di Rossena ed economo spirituale a Canossa dal 1976 al 1993. Cura una agile guida del Castello di Rossena.
Il vescovo Gilberto Baroni lo vuole segretario del Sinodo diocesano, incarico che svolge con passione, competenza e determinazione dal 1978 al 1987.
Nell’agosto 1998 viene nominato canonico onorario della Cattedrale.
Ricoverato nella Casa della Carità di Montecchio, don Bruno si spegne all’Ospedale di Montecchio il 15 dicembre 1998, dopo cinquantacinque anni di sacerdozio.
Sabato 16 dicembre nella ricorrenza del venticinquesimo della morte, don Bruno Morini sarà ricordato nella sua chiesa parrocchiale di Santo Stefano; alle ore 18.00 è previsto un incontro coordinato da Vincenzo Morlini con la presentazione di testimonianze, seguirà alle ore 19.00 la concelebrazione eucaristica di memoria e suffragio presieduta dal vicario generale mons. Giovanni Rossi, originario della parrocchia di San Stefano.
Sempre il 16 dicembre sarà disponibile un numero monografico di “Diario” con ricordi e fotografie sul parroccato di don Bruno.
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