Reggio Emilia parteciperà alla prossima City to city visit, l’incontro annuale tra tutti i Comuni italiani che, insieme all’Agenzia Onu per i rifugiati (Unhcr), hanno elaborato e sottoscritto la Carta per l’integrazione delle persone rifugiate. L’appuntamento, in programma a Bologna a inizio ottobre sarà l’occasione per confrontarsi con altre città e condividere strumenti pratici e buone prassi per migliorare i servizi di accoglienza, l’accesso alla casa e l’inclusione lavorativa dei rifugiati.
Nell’ambito delle politiche di inclusione promosse dal Comune, nelle scorse settimane si è tenuto un incontro dedicato alla realtà cittadina e alle prospettive di collaborazione futura con l’Unhcr nell’ambito delle azioni della Carta: all’appuntamento hanno partecipato Massimo Gnone, che ricopre il ruolo di Integration Associate presso Unhcr Italia, i diversi servizi comunali coinvolti nell’accoglienza e le diverse realtà cittadine che lavoro sul tema del l’integrazione dei minori stranieri non accompagnati e dei rifugiati.
“L’integrazione – dice l’assessora alla Cura delle persone Annalisa Rabitti, sostenendo l’impegno alla base dell’adesione alla Carta – non è solo un dovere, ma una scelta di comunità che guarda al futuro. Ogni occasione di confronto, ogni pratica condivisa e ogni rete che si rafforza rappresentano un investimento concreto per costruire una città più accogliente, inclusiva e capace di valorizzare le persone. Reggio Emilia continua a fare la sua parte, con responsabilità e visione, perché una comunità cresce quando nessuno viene lasciato ai margini”.
Il Comune di Reggio Emilia ha aderito ad ottobre 2025 alla Carta per l’integrazione delle persone richiedenti asilo e rifugiate nella comunità cittadina promossa ed elaborata da UNHCR, dando attuazione all’indirizzo espresso dal Consiglio comunale. Elaborata insieme all’Unhcr, la Carta per l’integrazione dei rifugiati è stata redatta e sottoscritta nel 2022 da sei grandi Città italiane – Bari, Milano, Napoli, Palermo, Roma e Torino – con l’obiettivo di potenziare la collaborazione fra le città sull’integrazione delle persone rifugiate, favorendo lo scambio di pratiche, esperienze, strumenti e sviluppando i servizi già disponibili sui territori. Hanno poi ad aderito alla Carta anche le città di Genova, Bologna, Ravenna, Padova, Brescia, Settimo Torinese, Perugia e Reggio Emilia , e di recente, Fidenza e Parma, portando il numero di città aderenti a sedici.
Tra gli obiettivi dell’appartenenza al network di città italiane coinvolte vi è l’arricchimento delle strategie del proprio territorio l’integrazione delle persone richiedenti asilo e rifugiate in quanto principio guida sancito dal proprio Statuto, per la crescita presente e futura della città ed azione nella quale investire adeguate energie e risorse.
Alcuni tecnici e politici dell’Amministrazione comunale hanno partecipato attivamente ad alcuni gruppi di lavoro su temi quali la residenza, l’abitare, la raccolta e analisi dati, e fruito di formazioni sulle vulnerabilità e l’inclusione lavorativa. Tra gli obiettivi di questo investimento, si intende rafforzare una più stretta collaborazione tra i servizi e gli sportelli dei Comuni aderenti alla rete, accrescendo competenze e strumenti di lavoro.


