Sabato 19 agosto a Vetto d’Enza dalle ore 9.30 si parlerà del paesaggio dei terrazzamenti, che caratterizza questa zona appenninica. L’iniziativa è promossa dall’Osservatorio Locale del Paesaggio Appennino Reggiano dell’Unione Montana e dal Comune di Vetto, in stretta collaborazione con Parchi Emilia Centrale e Riserva della Biosfera Unesco dell’Appennino Tosco Emiliano.
L’incontro permetterà ai partecipanti di immergersi in un paesaggio storico, tra i più tradizionali e tipici delle aree montane, molto distante dall’immaginario collettivo che assimila i terrazzamenti ai tradizionali versanti liguri che si affacciano sul mare. Paesaggio che verrà prima vissuto attraverso una camminata esperienziale, successivamente incontrando Filippo Brandolini, ricercatore presso la Newcastle University (Newcastle upon Tyne, Regno Unito), Direttore Scientifico del progetto Historic Landscape and Soil Sustainability (Hilss) – Paesaggi storici e sostenibilità dei suoli, che da qualche anno si occupa dello studio del paesaggio storico di Vetto e che ha portato alla pubblicazione di tre articoli internazionali.

La diffusione dei risultati scientifici emersi dalle ricerche, ha fatto sì che questa piccola porzione di territorio del Comune di Vetto sia stata inserita sulla piattaforma della Creative Knowledge Foundation (ex International Traditional Knowledge Institute Foundation), istituto no-profit che si occupa di promuovere e preservare i sistemi di conoscenza tradizionali nel mondo.
I terrazzamenti di Vetto sono inoltre l’esempio, per la nostra regione, riportato nella pubblicazione “Paesaggi terrazzati d’Italia. Eredità storiche e nuove prospettive”, di Bonardi e Varotto.

Brandolini ha condotto una ricerca interdisciplinare di archeologia del paesaggio nell’Appennino reggiano, con l’obiettivo di studiare l’origine dei terrazzamenti agricoli storici di Vetto. Lo studio, inoltre, ha permesso di valutare i potenziali benefici in termini di conservazione del suolo attraverso la reintroduzione di sistemi agricoli tradizionali, con l’auspicio di sviluppare strategie sostenibili per la salvaguardia del patrimonio paesaggistico rurale, alla luce dei cambiamento climatici in atto. Il progetto Hilss è stato finanziato dall’European Research Council e riguarda lo studio delle relazioni tra sostenibilità e patrimonio paesaggistico, con particolare riferimento alla perdita e al degrado del suolo nel lungo periodo. Le due aree pilota prese in considerazione, in regioni montuose storicamente e culturalmente simili, sono situate in diverse zone climatiche d’Europa: Vetto, nell’ Appennino tosco-emiliano e Samos, in Galizia (Spagna).

I terrazzamenti di Vetto sono inclusi nel Paesaggio Protetto della Collina Reggiana – Terre di Matilde e nella riserva della Biosfera Unesco Appennino Tosco Emiliano e sono in parte stati interessati alcuni anni fa da un importante progetto di recupero reso possibile grazie all’impegno di diversi Enti. L’intervento ha portato alla pulizia di diversi tratti dei muri a secco, alla loro sistemazione, alla realizzazione di percorsi e pannelli didattici per la visita. Il progetto è stato curato da Silvia Costetti e Giuseppe Baldi.
La mattina del 19 agosto prevede una breve passeggiate a partire dalle 9 sui terrazzamenti e poi a seguire il racconto da parte di Filippo Brandolini dei risultati delle sue ricerche.
Interverranno brevemente anche Aronne Ruffini (Comune di Vetto), Alessandra Curotti e Fabrizio Frignani (Osservatorio locale del Paesaggio – Unione Montana Appennino Reggiano), Silvia Costetti (Architetto progettista del recupero dei terrazzamenti), Mara Gombi (Parchi Emilia Centrale), Fausto Giovanelli (Riserva della Biosfera Unesco Appennino tosco Emiliano). La mattinata è stata accreditata da Aigae per le Guide Ambientali Escursionistiche.
Per informazioni: osservatoriopaesaggio@unioneappennino.re.it.